Casa del Tomasin, la vecchia malga in Lessinia diventata «biblioteca del brigante» per far leggere i viandanti
Verona, i proprietari hanno allestito una parete esterna con diversi volumi: «Inseriremo a rotazione una settantina di libri»
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Casa del Tomasin, la vecchia malga in Lessinia diventata «biblioteca del brigante» per far leggere i viandanti
di Matteo SorioVerona, i proprietari hanno allestito una parete esterna con diversi volumi: «Inseriremo a rotazione una settantina di libri»
Ha ospitato silenzi conventuali, è stata presidio sotto gli austriaci, si è convertita a malga per produrre formaggio. Soprattutto, è stata rifugio del leggendario brigante «Tomasìn», al secolo Tommaso Comerlati. Oggi, la Casa del Brigante a Velo, 772 abitanti a poco meno di 1.100 metri in Lessinia, diventa un punto sulla mappa delle biblioteche. Un punto atipico, perché i libri saranno accolti da uno scaffale sulla parete esterna della dimora.
Come nasce l'idea
Proposti ai tanti che passano da Contrada Comerlati per le loro camminate d’alta quota. E presi dalla «famiglia» di 6mila volumi conservati da Elisabetta De Strobel e Maurizio Marcato. «L’idea della Biblioteca del Brigante nasce dal desiderio di condividere qualcosa che per noi è sempre stato fonte di ispirazione», dicono l’interior designer di origini romane e il fotografo di natali vicentini. Loro che sono profili internazionali nei rispettivi campi e hanno acquisito la «Casa del Brigante», come amano definirla, nel 1997, dapprima come «piccola casa in quota per i weekend, lontano dalle code del turismo», poi come nido stabile e restaurato a puntino. «Noi amiamo i libri e le persone. I libri sono sogni, curiosità, meraviglia, creatività, compagnia, arte, scienza, incontro, consolazione, cambiamento. È per tutti questi motivi che è nata la Biblioteca del Brigante. Sedetevi, sfogliate, leggete, lasciate anche un pensiero e… proseguite le vostre passeggiate».
L'iniziativa
È il messaggio con cui De Strobel e Marcato presenteranno la loro iniziativa in occasione del Velofestival e del concerto delle Cat Shades. «Inseriremo nello scaffale a rotazione una settantina di libri: racconti brevi, saggi, storie di viaggio». Il bacino sono quei 6mila libri custoditi dalla coppia, con la «lettrice seriale» De Strobel che racconta di essersi innamorata delle biblioteche «quando visitai quella di Leopardi».
Le origini medievali
La Casa del Brigante rivive così una nuova, ennesima vita. Le origini medievali risalenti al 1150 e avvolte nel mito dei Templari. Il timbro di luogo di spiritualità fra XIV e XVII secolo. Il ‘700 trascorso come rifugio del leggendario e controverso brigante «Tomasìn», che si narra avesse venduto l’anima al Diavolo per ottenere il Libro della Fisica di Pietro d’Abano, da cui la successiva fama «demoniaca» capace di rendere difficile la vendita della Casa per decenni, finché negli anni Trenta del ‘900 un possidente della zona, Giambattista Pomari, vi insediava lavoranti e bestiame. La corte chiusa, i resti delle antiche stalle, la cappella. Fino a quella libreria che adesso alimenterà lo scaffale esterno. Il tutto ricordando, come fanno Marcato e De Strobel, una frase di Michel Foucault: «Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere».
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