Chiara Pavan: «I coperti nel mio ristorante sono raddoppiati da quando vado a MasterChef. E al Venissa nessuno alza la voce. Mi faccio chiamare "cheffe", ma non è femminismo»
La «vedetta» di MasterChef Italia sarà a Brescia per un «quattro mani» con Arianna Gatti, chef di Forme Restaurant
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Chiara Pavan: «I coperti nel mio ristorante sono raddoppiati da quando vado a MasterChef. E al Venissa nessuno alza la voce. Mi faccio chiamare "cheffe", ma non è femminismo»
di Maurizio BerteraLa «vedetta» di MasterChef Italia sarà a Brescia per un «quattro mani» con Arianna Gatti, chef di Forme Restaurant
La «vedetta» di MasterChef Italia, martedì 21 e mercoledì 22, sbarca a Brescia: la sempre più popolare Chiara Pavan sarà protagonista di un «quattro mani» con Arianna Gatti, chef di Forme Restaurant. Un appuntamento ad alto livello che divertirà sicuramente gli ospiti e le due signore dei fornelli, tra le più brave in Italia. La Pavan non è solo un personaggio: 40enne veronese, laureata in Filosofia della Scienza, è passata per l’Alma di Colorno (la più importante scuola di cucina in Italia) e dopo esperienze importanti è arrivata nel 2017 sull’isola di Mazzorbo (nella laguna di Venezia), mostrando le grandi qualità e difendendo la Stella Michelin che era già sull’insegna di Venissa. Il suggestivo locale è famoso per la cucina «ambientale», con tante proposte vegetali che elabora con l’altro cuoco nonché compagno di vita, il trevigiano Francesco Brutto.
Dal debutto in una puntata dell’edizione numero 13, è diventata una presenza quasi fissa in quelle successive di MasterChef e le sue «green mistery box» iniziano a essere temute quanto le prove di pasticceria del maestro Iginio Massari. Obbligatoria la provocazione: c’è una corrente di pensiero, quasi tutta al femminile, che la vorrebbe sempre al fianco del trio storico Cannavacciuolo-Barbieri-Locatelli. «Va bene così, non c’è spazio per quattro giudici: diventerebbe un programma pesante quando la sua forza è la vivacità» risponde la Pavan. Siamo d’accordo.
Chiara, come è nata l’idea di un ‘quattro mani’ con la Gatti?
«Ci siamo conosciute a un evento di Chef for Life e ci siamo trovate bene. È una persona che stimo molto e una cuoca molto brava. Un’esperienza come quella che faremo per due serate è innanzitutto un modo per stare insieme, per me che amo camminare molto ricorda una corsa lenta, da fare con un’amica, in un bel paesaggio. Preparerò quattro piatti, tutti vegetariani».
Lei ha la Stella da un decennio, Arianna pare sempre lì per prenderla ma…
«Per come cucina e per come gestisce la brigata sono certa che la merita, ma le dinamiche della Guida Michelin restano particolari. Spesso chi dice di capirle non ha ragione, resta un mistero insomma».
Cosa dice a un giovane che le chiede consigli per aprire il primo ristorante di proprietà?
«Inizialmente bisogna ragionare sulla location e sul bacino che la circonda per modulare il tipo di cucina in base all’offerta già presente e alla richiesta del momento. Poi è necessario creare un valido team, se non l’hai già pronto. Non a caso, sono sempre di più i locali aperti e gestiti da coppie, talvolta anche nella vita: ma anche qui non è semplice, bisogna far combaciare le parti migliori delle due persone come abbiamo fatto io e Francesco, non senza problemi».
Senza retorica, MasterChef Italia ha cambiato anche lei?
«Intanto ha cambiato, in meglio, Venissa: il ristorante registra il doppio dei coperti rispetto a quando non passavo in tivù. Quanto a me, praticamente non sono più solo una cuoca, faccio tante cose: mi piace ma credo debba rallentare un po’ e stare maggiormente a Mazzorbo».
Ci pare difficile: finite le registrazioni della 16ma edizione, dovrà dedicarsi al nuovo programma Taste of Italy, sempre su Sky, dove sarà affiancata da Cannavacciuolo e da Anna Zhang, vincitrice dell’edizione numero 14.
«È una bellissima idea, gireremo l’Italia entrando nelle case della gente a caccia di ottime materie prime e ricette deliziose. Io assaggerò i piatti per stabilire chi merita l’accesso alla fase conclusiva. Andrà in onda nel 2027».
Curiosità finale, ama farsi chiamare ‘cheffe’. Il motivo?
«Non è femminismo, ma semplicemente il termine francese per le cuoche. E l’ho messo su Instagram. Si pronuncia esattamente come chef e quindi in cucina se dicono ‘sì chef’ a Francesco e ‘sì cheffe’ a me non si sente la differenza. Peraltro, a Venissa non è come nei film, praticamente nessuno alza la voce».
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18 luglio 2026 ( modifica il 18 luglio 2026 | 18:08)
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