Esiste la legittima difesa, non la pena di morte
Corriere della Sera - Cultura

Esiste la legittima difesa, non la pena di morte

Sabato 18 luglio 2026
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Riccardo Muti: «Oggi l’Italia non è più il Paese della musica. E io per risarcire i ragazzi insegno i segreti di Verdi»

Esiste la legittima difesa, non la pena di morte

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
non pensa che questa barricata a favore del gioielliere Roggero da parte di membri del governo sia la classica zappa sui piedi degli stessi che dovrebbero tutelare i cittadini da malintenzionati?
Daniele Mosconi, Fondi

La vera condanna che andrebbe graziata al gioielliere non dovrebbe essere quella penitenziaria ma quella economica.
Mario Taliani, Noceto

Penso si debba senza alcun dubbio cambiare denominazione a quanto asserito da Salvini e soci. Si tratta di una illegittima offesa e non di una legittima difesa.
Oreste Zambelli

Cari lettori,
vi confesso che trovo un po’ penosa questa ansia della maggioranza governativa di inseguire Vannacci sul suo terreno. Si arriva al punto di chiedere la grazia per un condannato al suo primo giorno di carcere; come se la grazia fosse un quarto grado di giudizio, o la correzione di un presunto errore giudiziario. Chi uccide un ladro in fuga commette un omicidio volontario; non è un’opinione, è un fatto. Certo, tre milioni di euro di risarcimento, probabilmente più del bottino di qualsiasi rapina, sono un’esagerazione: in certi ambienti la vita umana non vale nulla, pare quasi un incentivo per i capi a mandare avanti manovalanza criminale. Ma, parliamoci chiaro, in Italia non esiste la pena di morte. Un conto è la legittima difesa; un altro farsi giustizia da sé. Una destra seria protegge e rafforza poliziotti e carabinieri e garantisce la certezza della pena, ad esempio cambiando le leggi in modo che a un condannato sia impedito di sfregiare nello stesso giorno una ragazza a Milano; non invita i cittadini a sparare. Certo, siamo di fronte a una tragedia. Per le vittime come per l’assassino. Ma strumentalizzare un fatto di cronaca per trarne vantaggi politici, o impedire che ne tragga il nuovo concorrente a destra, è poco lungimirante. Inseguire Vannacci su questo terreno non porterà lontano. Certo, i social sono tutti per il giustiziere. Già negli Anni Cinquanta, scrive Giorgio Bocca nel Provinciale, se i giornali torinesi davano notizia dell’assassinio di un ladro d’auto, ricevevano solo «feroci lettere di giubilo, dovevamo inventarne una» che esprimesse commozione o anche solo pietà.
Quanto alla sinistra, temo non abbia chiaro che le preoccupazioni per la sicurezza riguardano in primo luogo l’elettorato popolare che vorrebbe recuperare.​

18 luglio 2026 ( modifica il 18 luglio 2026 | 17:51)

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