Giardini Trauttmansdorff in festa per i primi 25 anni. Nel parco del castello di Sissi artisti di strada e giochi per famiglie
Un quarto di secolo all’insegna dell’arte del paesaggio, della biodiversità e di una costante metamorfosi vegetale. Per l'occasione sconto del 25% sul biglietto
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Giardini Trauttmansdorff in festa per i primi 25 anni. Nel parco del castello di Sissi artisti di strada e giochi per famiglie
di Silvia M. C. SenetteUn quarto di secolo all’insegna dell’arte del paesaggio, della biodiversità e di una costante metamorfosi vegetale. Per l'occasione sconto del 25% sul biglietto
I Giardini di Castel Trauttmansdorff, adagiati come un anfiteatro naturale su dodici ettari soleggiati sopra Merano, festeggiano i loro primi 25 anni: un quarto di secolo all’insegna dell’arte del paesaggio, della biodiversità e di una costante metamorfosivegetale. Il traguardo verrà celebrato domani, dalle 14 alle 22.30, con una grande festa di compleanno per famiglie, artisti di strada e musica dal vivo in una settimana speciale che, fino a domenica, regala ai visitatori il 25% di sconto sui bigliettid’ingresso.
«Un giardino non è mai un’opera conclusa: cambia ogni giorno, segue il ritmo delle stagioni e richiede cura continua - ricorda la direttrice, Gabriele Pircher -. Dopo 25 anni continuiamo a progettare, piantare e sperimentare perché vogliamo che ogni visita offra qualcosa di nuovo». Una filosofia dell’evoluzione che quest’anno si concretizza nella riqualificazione della storica grotta, destinata a diventare il primo cinema immersivo dell’Alto Adige con uno spettacolo multimediale sulla nascita della vita sulla Terra. L’unicità di Trauttmansdorff risiede nella sua formidabile architettura capace di superare un dislivello di oltre cento metri per fondere ottanta ambienti botanici in quattro macro-aree. Si passa dalla frescura dei «Boschi del mondo», popolati da conifere americane, felci e una fitta piantagione di tè, all’eco mediterranea dei «Giardini del sole».
Qui, sul versante meridionale, prospera l’uliveto più a nord d’Italia dominato da un esemplare di 700 anni arrivato dalla Sardegna. Poco oltre, la limonaia profuma di Dolce Vita con i cedri «mano di Buddha», mentre nel «Giardino proibito» la strega Nichtlinde veglia una collezione di piante velenose. Più in basso, i «Giardini acquatici e terrazzati» reinterpretano l’eredità europea tra geometrici labirinti rinascimentali e l’inebriante «Giardino dei sensi», dove rose inglesi e gelsomini dialogano con il «Laghetto delle ninfee» solcato da fiori di loto e camiciati di Camelie. Infine i «Paesaggi dell’Alto Adige» offrono uno spaccato rurale autentico, tra vitigni autoctoni storici come il Lagrein e la Schiava, e l’orto di montagna delimitato dalla tradizionale palizzata intrecciata, realizzata a mano da un contadino della Val d’Ultimo.
Ma i giardini del castello sono anche un presidio di fauna e storie umane: lungo i sentieri si incontrano alpaca, pappagalli Lori e salamandre pezzate, mentre la grande serra ospita un terrario dove osservare il lavoro minuzioso delle formiche tagliafoglie. Nel punto più alto, la voliera è collegata a una passerella di quindici metri sospesa nel vuoto con vista vertiginosa sulla conca meranese. Poco distante si svela il «Giardino degli innamorati», un rifugio segreto scandito da installazioni d’arte dedicate all’amore e versi in sette lingue che sbocciano da specchi d’acqua.
«L’anima profonda del luogo resta però indissolubilmente legata all’imperatrice Sissi, che qui scelse di risiedere durante i suoi soggiorni invernali - ricorda la direttrice -. Oggi le stanze di Castel Trauttmansdorff ospitano il “Touriseum”, il museo che racconta con ironia due secoli di turismo alpino e che propone attualmente la temporanea “L’Architettura in viaggio”. Proprio nel punto prediletto della sovrana, una panchina di marmo invita a contemplare il panorama prima di salire sul “Binocolo”, la spettacolare piattaforma aerea trasparente progettata dall’architetto Matteo Thun».
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17 luglio 2026
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