Il taccuino nei mondiali tecnologici
Corriere della Sera - Cultura

Il taccuino nei mondiali tecnologici

Venerdì 17 luglio 2026
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Fa effetto vedere che, nel pieno dell’esplosione tecnologica e nella concitazione delle partite, ci sia qualcuno che si piega su un foglietto con la sua penna biro per annotare qualcosa

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Il taccuino nei mondiali tecnologici

Paolo Di Stefano | 17 luglio 2026

Fa effetto vedere che, nel pieno dell’esplosione tecnologica e nella concitazione delle partite, ci sia qualcuno che si piega su un foglietto con la sua penna biro per annotare qualcosa

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Allenatori che scrivono (a mano). Tra le tante riflessioni possibili che nascono dalla visione dei Mondiali, c’è un aspetto istruttivo da non prendere sottogamba. Il taccuino, i fogli, le penne. Fa effetto vedere che, nel pieno dell’esplosione tecnologica e nella concitazione delle partite, delle proteste, della disperazione e dell’euforia, ci sia qualcuno che sospende tutto, si piega su un foglietto o su un taccuino con la sua penna biro o con la sua matita per annotare qualcosa. 

Che cosa scriveva il CT dell’Inghilterra, Thomas Tuchel, il più scalmanato di tutti, su quei foglietti nel mezzo della (drammatica) semifinale con l’Argentina? E che cosa scriveva subito dopo aver subito un gol dal Messico? Di certo non la lista della spesa (domani ricordarsi di comperare il sale) o un promemoria per la sera (telefonare a X…); di certo non le sue emozioni del momento. Probabilmente prendeva appunti sulla tattica, sulla posizione di Bellingham o di Rice, sugli errori da non ripetere. «Scrive scrive ma i risultati non si vedono», digitava un tifoso qualche mese fa su Instagram commentando una foto del vecchio Maurizio Sarri chino su un taccuino durante una partita. 

Un’abitudine che non intende smettere. È vero che l’attuale allenatore dell’Atalanta (67 anni) appartiene a una generazione per cui l’uso della penna non stupisce troppo. Ma il cinquantenne ipermoderno Tuchel... Del resto, già i fogli volanti di Mourinho sono stati ampiamente analizzati. Pochi concetti e chiari: «disciplina», «equilibrio», eccetera. Per non dire di un altro «scienziato» del calcio come il settantenne fumantino Bielsa, anche lui impenitente fruitore della matita. Insomma, nel mondo degli algoritmi che guidano i movimenti e le tattiche (non solo sportive ma esistenziali), colpisce la sopravvivenza e anzi l’insostituibilità della scrittura a mano, con penna e carta: cimeli che in certe circostanze restano gli strumenti più immediati, rapidi e forse più sicuri per buttar giù un’idea. Meditate, educatori, meditate.

17 luglio 2026

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