«Plasmando memorie»: al MO.CA le tante forme del tempo «oltre la Vittoria»
Corriere della Sera - Cultura

«Plasmando memorie»: al MO.CA le tante forme del tempo «oltre la Vittoria»

Venerdì 17 luglio 2026
3 visualizzazioni

Apre al Centro per le nuove culture la mostra che reinterpreta sotto punti di vista contemporanei l'eredità estetica della Vittoria Alata. Lo sguardo di artisti e fashion designer internazionali su un'icona

Azzerati i debiti di gioco dell'attore Massimo Ceccherini: un amico paga 300 mila euro al suo posto

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

«Plasmando memorie»: al MO.CA le tante forme del tempo «oltre la Vittoria»

di Pietro Keller Cassetti

Apre al Centro per le nuove culture la mostra che reinterpreta sotto punti di vista contemporanei l'eredità estetica della Vittoria Alata. Lo sguardo di artisti e fashion designer internazionali su un'icona

«Shaping»: dar forma, plasmare. E cosa vi è di più modellabile e plastico della memoria? Tanto che bisognerebbe parlarne sempre al plurale: memorie, ovvero infiniti frammenti di inconscio, rigidi come una lastra, flessibili come un tessuto, «scolpiti dal velo del tempo e dalla consapevolezza del suo scorrere». «Shaping memories»: in questo caso significa seguire la conformazione di un abito, il chitone indossato dalla Vittoria Alata – ma si può dire soltanto indossato? È un tutt’uno con la statua, è in un certo senso la statua stessa, vuota all’interno e fatta della sua apparenza – le cui pieghe sono anche le pieghe della storia e del simbolo. 

«Il chitone è insieme la forma della statua e il gesto degli artisti, che rileggono il passato a partire dal presente. E’ la reinterpretazione in prospettiva contemporanea di un’icona”, spiega Ilaria Bignotti, una delle curatrici della mostra. «Shaping memories. Arte e moda oltre la Vittoria alata» è stata inaugurata ieri negli spazi del MO.CA - Centro per le nuove culture: nata da un progetto di Silvia Casagrande e curata anche da Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, è uno degli appuntamenti centrali di questa Festa della Vittoria, in programma fino a lunedì 20 luglio nei principali luoghi di cultura della città. Resterà visitabile – dal mercoledì alla domenica, dalle 15 alle 19 – fino al 6 settembre.

«Quell’ oltre la Vittoria non deve far dimenticare l’attenzione storico-artistica della mostra», dice Bignotti. «Shaping memories riprende le fila dell’esposizione del 2011, quella che impiegò trentuno abiti di Roberto Capucci. Questa volta però gli artisti sono molti di più e provengono da un contesto internazionale». Come è tipico delle esposizioni al MOCA, il linguaggio adottato è multidisciplinare: accanto alla ricerca pittorica e materica c’è anche tanta moda e sperimentazione. Si parte dalla tela di Paolo Scheggi, allievo di Lucio Fontana, «che fu il primo ad insegnare la piega nella materia». Poi altri artisti importanti come Vanessa Beecroft, Hermann Bergamelli, Paolo Gonzato. 

Quindi tocca ai fashion designers: alcuni provengono da Brescia – Silvia Inselvini - altri dalla Francia, come Pierre Cardin, altri addirittura dal Giappone (Yohji Yamamoto, Rei Kawakubo, Issey Miyake). Infine, c’è spazio per i giovani artisti di “Vittoria 200 – Forever young”, l’open call bandita dal Comune dedicata alla realizzazione di opere visive (pittura, scultura, design, installazioni multimediali) volte a dimostrare l’attualità della Vittoria Alata. Fra le opere esposte in mostra, quelle di Nicola Crescini, Emma de Devitiis Lovrich, Alice Mattarozzi (tutti fra i 18 e i 35 anni). «Rappresentano quattro diverse direzioni della ricerca delle nuove generazioni: la sperimentazione pittorica, il disegno come linguaggio autonomo, l’utilizzo di materiali insoliti e il ready made concettuale, la scultura intesa come gesto plastico spaziale».

Le celebrazioni per i duecento anni dal ritrovamento della Vittoria Alata proseguono in questi giorni con l’apertura di altre tre mostre: due alla Cavallerizza – «Vittoria Alata. Viaggio di andata e ritorno» di Renato Corsini e «In aliam figuram mutare. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo» di Roberto Mutti; una («La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza») al Museo Santa Giulia. 

Vai a tutte le notizie di Brescia

Iscriviti alla newsletter di Corriere Brescia

17 luglio 2026 ( modifica il 17 luglio 2026 | 16:35)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Blitz all'alba a Orzinuovi, spari contro una banda di rapinatori: la scena ripresa da una casa in via Merisi

La banda sarebbe la stessa che aveva rapinato pochi giorni fa un agriturismo ad Alzano: fermati cinque cittadini albanesi, ferito un carabiniere

LA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo