Morta a 75 anni Ines Cavalcanti, una vita per la rinascita della lingua occitana. Fece un cameo nel film «Il vento fa il suo giro»
Viveva a Paesana, coordinava gruppi di lavoro sulle minoranze linguistiche storiche. Bussone (Uncem): «Con la sua Chambra d'Oc ha cambiato il modo di fare cultura nelle Alpi»
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Morta a 75 anni Ines Cavalcanti, una vita per la rinascita della lingua occitana. Fece un cameo nel film «Il vento fa il suo giro»
di Floriana RulloViveva a Paesana, coordinava gruppi di lavoro sulle minoranze linguistiche storiche. Bussone (Uncem): «Con la sua Chambra d'Oc ha cambiato il modo di fare cultura nelle Alpi»
È morta Ines Cavalcanti, ha portato le lingue madri a non essere minoritarie. Aveva 75 anni, viveva a Paesana (Torino) ed era vice presidente dell’associazione Chambra d’Oc e responsabile del settore lingua, cultura e rapporti internazionali. Dal 1970 lavorava per la rinascita della lingua e della cultura occitana. Coordinava gruppi di lavoro sulla Legge 482/99 «Norme a tutela delle minoranze linguistiche storiche».
«C'è un punto nella vita di Ines Cavalcanti che farà per sempre la differenza. Non aver mai creduto che la cultura alpina fosse subcultura - dice Marco Bussone di Uncem-. Ce lo ripeteva sempre, insieme con i grandi Amici Lido Riba e Giacomo Lombardo. Il suo lavoro sulle lingue madri è stato fondamentale per evitare che fossero 'minoritarie' nellà capacità culturale, e che ci fosse una strana e mistificata visione per la quale prevalgono sempre culture urbane o apparentemente centrali. Con la sua Chambra d'Oc e la Chambra Francoprovensal ha cambiato il modo di fare cultura nelle Alpi. Ha plasmato una legge dello stato, sulle lingue madri, ha portato le culture territoriali alpine lungo strade europee mai percorse. E ha portato il mondo con intelligenza al Premio Ostana. Andrà studiato questo processo. Una innovatrice alla quale la montagna oggi, dice grazie. Il suo cammeo nel film Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti e Fredo Valla squarcia confini e abbandono, miserie e conservatorismo. Allontana anche ogni retorica e ogni luogo comune sulla montagna, lasciando nel suo cammino tanti giovani e tante ricercatrici universitarie in una rete vincente di lavoro. La sua eredità non muore".
Con la sua scomparsa il mondo dell'occitanismo ha perso una delle principali promotrici e conservatrici dei suoi valori e tradizioni. Nel corso della sua attività ha dato impulso a numerosi progetti culturali, editoriali e artistici di respiro internazionale. Tra questi anche il Premio Ostana, in valle Po, di cui è stata direttrice artistica contribuendo a farne uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati alla valorizzazione e alla salvaguardia delle lingue madri e delle minoranze linguistiche.
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