Quel dato (positivo) sulla dispersione scolastica
Corriere della Sera - Cultura

Quel dato (positivo) sulla dispersione scolastica

Venerdì 17 luglio 2026
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Il tasso di dispersione scolastica si abbassa al 7,3% e migliorano anche i dati sulla dispersione implicita

Quel dato (positivo) sulla dispersione scolastica

di Ferruccio de Bortoli | 17 luglio 2026

Il tasso di dispersione scolastica si abbassa al 7,3% e migliorano anche i dati sulla dispersione implicita

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Se teniamo veramente, al di là dei tanti slogan e delle frasi fatte, al futuro dei nostri (pochi) giovani non possiamo non esprimere soddisfazione per l’abbassamento del tasso di dispersione scolastica. Nel 2026 dovrebbe scendere al 7,3 per cento dall’8,2 per cento dell’anno scorso. Secondo gli ultimi dati Invalsi, commentati
sul Corriere da Gianna Fregonara e Orsola Riva
, migliora anche il tasso di dispersione implicita (studi completati ma livelli di preparazione inadeguati) che scendendo al 6,3 per cento recupera il ritardo causato dal periodo della pandemia. Grazie ai miglioramenti in inglese e nonostante le difficoltà, segnalate da Invalsi, in italiano e matematica (soprattutto alla primaria). Ci dovrebbe essere un plauso bipartisan per il dato incoraggiante sulla dispersione scolastica, in particolare implicita. Anche perché dimostrerebbe che la formazione, l’educazione, il livello di cittadinanza degli adolescenti sono in cima alle nostre preoccupazioni. La cura del capitale umano è al primo posto di ogni agenda politica, professionale e civile. È
veramente così? Qualche dubbio a volte viene. I giovani sono pochi e contano poco, purtroppo. Forse è eccessivo dire, come fa il ministro della Pubblica Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che sono «stati strappati 520 mila giovani dal divano, dalla strada e dalla criminalità». Ma se anche fossero poche centinaia, persino uno solo - ma in realtà sono tanti, tantissimi - ne varrebbe comunque la pena. E, dunque, grazie all’azione del ministero, degli insegnanti, dei familiari e di tutti coloro che, in silenzio, fanno qualcosa di importante per salvare delle giovani vite, perché di questo si tratta.

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