La battaglia del testosterone
La battaglia del testosterone
di Massimo Gramellini | 17 luglio 2026I tuoi preferiti
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Un giorno scopriremo chi scrive i testi a Trump e ai suoi satelliti della Trumposfera, ma forse recitano a braccio, lasciandosi ispirare dal pregiudizio del momento. C’è questo ministro della Guerra che sembra una caricatura del sergente di Full metal jacket e se n’è appena uscito con la fantastica idea di un test annuale per misurare il livello di testosterone delle truppe, donne comprese. Il test sarà obbligatorio e la terapia ormonale facoltativa, ma caldamente suggerita a chi intende fare carriera. Senza testosterone, scordati la promozione. Il ministro Hegseth è convinto che solo «maschi altamente performanti» siano in grado di dare battaglia ai musi gialli, neri, groenlandesi (i nemici dell’America cambiano a ogni conferenza stampa), ma soprattutto agli smidollati. Per lui il mondo ha smesso di funzionare da quando le donne sono uscite dalla cucina e gli uomini sono entrati dal coiffeur.
La battaglia del testosterone rimanda a epoche più felici, quando la M di maschio significava muscoli e non ancora mascara, i rappresentanti della categoria si sgozzavano cavallerescamente tra loro e i superstiti tornavano a casa per godersi il meritato riposo del guerriero. La memoria corre ai trecento spartani delle Termopili, ma erano in prevalenza gay e rischiano di confondere le idee al ministro, che ne ha poche, ma tutte ben radicate nell’ovvio e nell’odio. Gli altri combattono con i droni, lui preferisce combattere i pelandroni.
Il capo del Pentagono Hegseth e l'idea di un test del testosterone (annuale) a tutte le truppe
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