Il cubismo di Picasso e Braque a Rovigo: «Dal 2005 il museo ha ospitato una cinquantina di grandi mostre richiamando oltre un milione e duecentomila visitatori»
Palazzo Roverella accoglierà due grandi mostre dal Centre Pompidou durante i cinque anni di chiusura del museo parigino per il grande intervento di restauro, con riapertura prevista nel 2030
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Il cubismo di Picasso e Braque a Rovigo: «Dal 2005 il museo ha ospitato una cinquantina di grandi mostre richiamando oltre un milione e duecentomila visitatori»
di Barbara CodognoPalazzo Roverella accoglierà due grandi mostre dal Centre Pompidou durante i cinque anni di chiusura del museo parigino per il grande intervento di restauro, con riapertura prevista nel 2030
Sarà il Museo Roverella l’unica sede italiana ad accogliere due grandi mostre dal Centre Pompidou durante i cinque anni di chiusura del museo parigino per il grande intervento di restauro, con riapertura prevista nel 2030. Nel 2027 arriveranno a Rovigo i capolavori del Cubismo, da Pablo Picasso a Georges Braque e Fernand Léger; nel 2028 sarà invece la volta di una grande retrospettiva dedicata a Joan Miró. L’accordo siglato con Fondazione Cariparo inserisce Rovigo nella rete internazionale «Constellation», il programma con cui il Centre Pompidou continuerà la propria attività espositiva durante gli anni dei lavori. Una collaborazione che porterà al Roverella opere provenienti da una delle più importanti collezioni di arte moderna e contemporanea al mondo e che segna un nuovo traguardo nella crescita del museo rodigino.
La prima esposizione
La prima grande esposizione dal titolo: «La rivoluzione cubista» aprirà nel febbraio 2027 e sarà un percorso attraverso il movimento che ha rivoluzionato la storia dell’arte del Novecento. A curarla Christian Briend, responsabile del Dipartimento delle Collezioni Moderne del Centre Pompidou – Musée National d’Art Moderne. L’anno successivo il Roverella ospiterà invece quella che si annuncia come la più importante mostra italiana dedicata a Joan Miró, costruita grazie a un’ampia selezione di opere provenienti direttamente dalle raccolte del museo parigino. Le due esposizioni rappresentano il cuore del programma 2027-2028, che comprende complessivamente sette mostre: tre dedicate alla grande arte e quattro alla fotografia e alla storia, distribuite tra il Roverella e Palazzo Roncale. «Il programma 2027-2028 conferma la volontà della Fondazione di investire con continuità nella qualità culturale dei propri progetti e di costruire relazioni sempre più solide con le principali istituzioni nazionali e internazionali» sottolinea il presidente della Fondazione Cariparo, Rosario Rizzuto. Prima dell’avvio del biennio firmato Centre Pompidou, il Roverella rinnova uno dei suoi appuntamenti più attesi: la grande fotografia d’autunno.
La monografica con Man Ray
Dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027 gli spazi del museo ospiteranno una vasta monografica dedicata a Man Ray, protagonista assoluto delle avanguardie del Novecento. Palazzo Roncale proseguirà invece il percorso dedicato alla storia e all’identità del territorio con due nuovi capitoli della rassegna «Storia e storie del Polesine». Dal 4 dicembre 2026 al 27 giugno 2027 sarà protagonista Luigi Groto, il «Cieco d’Adria», figura tra le più originali, al centro di una rilettura curata da Antonio Lodo e Antonio Giolo. Tra dicembre 2027 e giugno 2028 sarà poi la volta di «Elisabetta Marchioni.
Il linguaggio dei fiori», mostra curata da Alessia Vedova che proverà per la prima volta a ricostruire il profilo di una pittrice attiva tra fine Seicento e inizio del Settecento. L’artista, celebre per le sue raffinate composizioni floreali, è rimasta per secoli una figura avvolta nel mistero. Di lei si conosce ancora poco, nonostante numerose opere le siano attribuite e siano oggi conservate in musei e collezioni private. La qualità della sua pittura conquistò anche Federico Zeri, uno dei più autorevoli storici dell’arte italiani del Novecento, che acquistò un suo dipinto per la propria collezione. Presentando il programma, Fondazione Cariparo ha ribadito la volontà di coniugare continuità e innovazione, consolidando un percorso espositivo che negli ultimi vent’anni ha fatto del Roverella una delle realtà culturali più riconosciute del panorama nazionale. Dal 2005 il museo ha ospitato una cinquantina di grandi mostre richiamando oltre un milione e duecentomila visitatori, mentre Palazzo Roncale ha sviluppato un originale filone di ricerca dedicato alla storia e all’identità del Polesine. «Le mostre del Roverella e del Roncale rappresentano un patrimonio importante per il territorio: contribuiscono alla crescita culturale della comunità, rafforzano l’attrattività di Rovigo e generano ricadute concrete per il turismo e l’economia», conclude Rizzuto.
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16 luglio 2026 ( modifica il 16 luglio 2026 | 20:42)
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