Effetto Trump: Cina più popolare degli Usa
In questo secondo mandato l’elenco dei danni fatti alle istituzioni democratiche e al sistema delle relazioni internazionali è lungo: lo aggiorniamo quasi ogni giorno.
Effetto Trump: Cina più popolare degli Usa
Massimo Gaggi | 16 luglio 2026In questo secondo mandato l’elenco dei danni fatti alle istituzioni democratiche e al sistema delle relazioni internazionali è lungo: lo aggiorniamo quasi ogni giorno.
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Ancora un «miracolo» di Donald Trump: è riuscito a rendere la Cina autoritaria di Xi Jinping più popolare degli Stati Uniti. Anche in Occidente. Lo certifica un’indagine dell’autorevole Pew Research Center condotta in 36 Paesi: tra loro, oltre ai big del Sud del mondo, dall’India al Brasile, all’Indonesia, anche tutta l’Europa che conta, il Canada, il Giappone, la Corea del Sud, Israele. Ennesima, perentoria risposta a chi continua a invitare a non fare del catastrofismo su Trump, giudicato brutale ed eccessivo, ma comunque destinato a uscire di scena senza aver fatto troppi danni. Purtroppo ne ha fatti, e di permanenti, fin dal primo mandato, portando in politica calunnie, frasi violente, sdoganamento del suprematismo bianco. Mascherando le frasi più estreme da «senso comune», modi di parlar chiaro. In questo secondo mandato l’elenco dei danni fatti alle istituzioni democratiche e al sistema delle relazioni internazionali è lungo: lo aggiorniamo quasi ogni giorno.
Ora questa rilevazione sollecita ulteriori riflessioni. Non solo Trump perde 31 a 21 con Xi Jinping il sondaggio su quale dei due leader ispira più fiducia (mentre Joe Biden, detestato anche a sinistra, batteva il leader cinese 47 a 19): la sua presidenza ha compromesso anche l’immagine dell’America al punto che per gli intervistati di 10 dei 12 Paesi Nato del campione (compresi Canada, Italia, Francia e Olanda) dicono di fidarsi più di Pechino che del Paese-guida del mondo libero. Passerà? Forse, ma è presto per pensare al dopo Trump. Tra guerre sconsiderate e tempeste elettorali che fanno vacillare i meccanismi democratici, The Donald non cessa di stupirci per la sua capacità di causare danni permanenti anche con frasi buttate lì senza stare a pensarci troppo.
Con la guerra ha combinato il disastro di Hormuz che alla fine riaprirà ma non tornerà mai più libero e sicuro come prima. Il segretario di Stato Marco Rubio aveva messo un punto fermo sul «no» a pedaggi di transito: libertà di navigazione assoluta, sancita dal diritto internazionale. Argomento demolito da Trump quando ha annunciato: riapriamo lo stretto e le navi in transito ci dovranno un rimborso spese pari al 20% del valore del carico. 24 ore dopo si è rimangiato tutto, ma ormai il danno era fatto: Iran e Oman, i Paesi affacciati sullo stretto, stanno discutendo di come guadagnare sul transito delle navi da Hormuz.
16 luglio 2026
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