Invalsi 2026, allarme scuole elementari. Recuperano le superiori ma i livelli pre-Covid sono lontani. Bene l'inglese
Il direttore dell'Invalsi Roberto Ricci: «E' come se ci fossimo attestati a livelli più bassi». Migliorano il Sud e la dispersione scolastica che scende all'8,2 per cento. Studenti promossi in «competenze digitali»
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Invalsi 2026, allarme scuole elementari. Recuperano le superiori ma i livelli pre-Covid sono lontani. Bene l'inglese
di Gianna Fregonara e Orsola RivaIl direttore dell'Invalsi Roberto Ricci: «E' come se ci fossimo attestati a livelli più bassi». Migliorano il Sud e la dispersione scolastica che scende all'8,2 per cento. Studenti promossi in «competenze digitali»
I risultati scolastici degli studenti italiani non riescono a tornare ai livelli di prima del Covid. «E' come se il sistema si fosse assestato più in basso», ha detto il direttore dell'Invalsi Roberto Ricci, presentando i risultati di quest'anno. «Succede anche in altri Paesi, ma - ha ammesso - non abbiamo una spiegazione». Resta il fatto che l'asticella degli studenti che raggiungono almeno la sufficienza, nei vari gradi scolastici, continua a registrare solo piccole oscillazioni in su o in giù, ma un vero e proprio recupero nelle competenze di base (italiano, matematica e inglese) ancora non si vede: segno che, nonostante il Pnrr, gli investimenti europei e i piani del governo, il sistema continua ad arrancare. Si nota un leggero miglioramento nelle regioni del Sud, storicamente in ritardo, ma se il divario con quelle del Centro-Nord si è ridotto è soprattutto perché queste ultime hanno registrato il crollo peggiore dopo la pandemia. Agenda Sud, il progetto di supporto alle scuole meridionali messo in campo dal governo, ha dato buoni risultati soprattutto alle elementari e alle medie, dove ha ridotto sensibilmente la percentuale di alunni fragili, mentre alle superiori ha avuto esiti più variabili: bene in Campania, Basilicata e Calabria, male in Sicilia e malissimo in Sardegna.
Il nuovo allarme per gli alunni più piccoli
I risultati più incoraggianti vengono dall'ultimo anno delle superiori dove, dopo il risultato choc dello scorso anno (solo il 49 per cento di sufficienti), si è tornati almeno sopra la soglia psicologica della metà del cinquanta per cento, ben lontani comunque dal 61 per cento del pre Covid. Ma la novità che lascia più domande aperte anche per gli esperti sono i risultati delle scuole elementari, finora considerate la punta di diamante del nostro sistema scolastico: la performance degli alunni di seconda e di quinta è in calo, sia in italiano ma ancor di più in matematica. «Dobbiamo porre attenzione a questo fenomeno - ha spiegato Ricci - E' difficile farlo risalire ad una sola causa». Leggendo però tra le righe del rapporto si coglie la difficoltà di adeguare la didattica al «cambiamento della popolazione studentesca, determinato dalle trasformazioni demografiche, sociali e culturali in atto nel Paese».
Alunni di quinta elementare che raggiungono il livello minimo in Matematica
Il miglioramento della dispersione scolastica
Due gli elementi di ottimismo: la conoscenza dell'inglese comincia ad essere capillare nelle nuove generazioni: nella lettura la percentuale di studenti che alla fine delle superiori raggiunge il livello B2 è balzata al 63 per cento e sfiora il 50 per cento anche nell'ascolto dove inizialmente arrancavano.
E continua il calo ormai decennale (se si esclude il Covid) della dispersione scolastica: gli studenti che lasciano la scuola prima di aver raggiunto se non il diploma di quinta superiore almeno una qualifica professionale di tre anni sono l'8,2 per cento: un dato che pone il nostro Paese al quattordicesimo posto in Europa. E la previsione per l'anno in corso è che il tasso di abbandoni scenda ulteriormente al 7,3 per cento. Migliora anche la cosiddetta dispersione implicita, cioè la percentuale di chi il titolo di carta in tasca ce l'ha, ma è arrivato a tagliare il traguardo con una preparazione insufficiente in tutte e tre le materie di base: 6,3 per cento (era il 6,6 due anni fa). Ma è un risultato trainato soprattutto dall'exploit dell'inglese, visto che in italiano e matematica abbiamo recuperato solo in tonfo dell'anno scorso ma rispetto a due anni fa siamo stabili. Vediamo nel dettaglio i risultati.
Scuole elementari
I risultati della scuola primaria sono quelli che in prospettiva preoccupano di più. Storicamente gli alunni italiani si sono sempre difesi bene in questo segmento scolastico, anche nel confronto internazionale. E invece da alcuni anni si registrano parecchi scricchioli: l'italiano tiene ancora, soprattutto per i più grandicelli di quinta elementare (73 per cento di sufficienti contro il 75 di prima del Covid), ma in matematica si registra un calo fra l'8 e il 10 per cento (63 per cento di sufficienti contro il 72 per cento del 2019). Migliorano invece nettamente i risultati in inglese: più del 90 per cento raggiunge il livello di base (pari all'A1) nella lettura e circa l'85 per cento nella comprensione del parlato.
Scuole medie
Fa meno notizia, ma non è meno angosciante, il continuo, lento declino dei risultati degli alunni delle medie, da anni ormai considerate l'anello debole del sistema senza che però nessuno si preoccupi di metterci davvero le mani. Per quanto riguarda i risultati di italiano alla fine della terza media, anche considerando soltanto gli anni post Covid, gli alunni con una preparazione almeno accettabile sono sempre di meno: erano il 62 per cento nel 2021, oggi sono il 57 per cento. Il Sud e le Isole hanno mostrato una curva meno accentuata ma partivano già da risultati più bassi e il divario con le regioni del Nord persiste e arriva a circa 10 punti percentuali. Secondo Roberto Ricci una delle cause potrebbe essere che gli alunni provengono da un percorso scolastico particolarmente accidentato, avendo fatto le elementari durante il Covid. Per quanto riguarda la matematica i risultati sono stabili, rispetto agli ultimi anni e molto al di sotto dell’epoca pre Covid: complessivamente si passa dal 60 al 55 per cento di sufficienze. A perdere terreno però in questo ambito sono più le regioni del Nord, anche se la Lombardia fa particolarmente bene, che quelle del Sud, che invece sono stabili sotto la media nazionale: 48 per cento di «promossi» al Sud e 40 nelle Isole, dati che confermano la difficoltà soprattutto di regioni come la Sardegna. Alla fine delle medie gli studenti riescono in inglese ad avere il livello A2 in modo massiccio: l’83 per cento supera il livello in reading e il 70 in listening, le due competenze testate dall’Invalsi, confermando che la diffusione della lingua procede in modo positivo.
Studenti di terza media che raggiungono il livello accettabile in italiano dal 2018 al 2026
Scuole superiori
Alle superiori si registrano due andamenti diversi: al secondo anno i risultati sono sostanzialmente fermi, ma - spiega Ricci - questo è anche effetto della riduzione del tasso di abbandono: gli studenti che sono stati riacciuffati dalla scuola abbassano il livello medio dei risultati. In quinta superiore invece è stato almeno recuperato il tonfo dell'anno scorso: gli alunni sufficienti sono passati dal 52 al 54 per cento in italiano e dal 49 al 52 in matematica. Ma rispetto al pre Covid siamo sempre lì: il calo medio è attorno ai dieci punti percentuali. I segnali più positivi vengono dal Mezzogiorno: gli studenti che arrivano a fine percorso con competenze adeguate in italiano e in matematica sono sempre meno della metà, ma in netto recupero rispetto allo scorso anno: in italiano si è passati dal 44 al 47 per cento al Sud e dal 43 al 47 per cento nel Sud e Isole. In matematica dal 40 al 45 per cento al Sud e dal 38 al 41 per nel Sud e Isole. Particolarmente drammatico il risultato della Sardegna, dove gli studenti che si diplomano con competenze matematiche scarse o molto scarse sono più vicini al 70 che al 60 per cento.
Studenti di quinta superiore che raggiungono il livello accettabile in italiano dal 2018 al 2026
Le competenze digitali
Per quanto riguarda l’atteggiamento e la preparazione degli studenti nell’uso del digitale e nella preparazione di contenuti per il web, i dati dell’Invalsi confermano quelli dello scorso anno: l’80 per cento degli studenti di seconda superiore raggiungono almeno un livello intermedio in tutti i campi testati, e cioè: alfabetizzazione su informazione e dati; comunicazione e collaborazione; creazione di contenuti digitali; sicurezza. Alla vigilia della Maturità due studenti su tre raggiungono un livello avanzato. Poiché in quest’area le differenze territoriali sono molto ridotte rispetto alle altre prove, la capacità di usare il digitale e di produrre contenuti e l’attenzione alla sicurezza si dimostra. «Ma la scuola - spiega Ricci - può fare molto specialmente sui temi della sicurezza nell'uso del digitale».
16 luglio 2026
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