Biennale, il governatore Stefani sui tagli dell'Europa: «I conti sono in ordine e gli incassi straordinari. L’Ue non dovrebbe punire chi pratica libertà e dialogo»
Il presidente della Regione: «I mancati fondi da Bruxelles non ci metteranno in difficoltà»
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Biennale, il governatore Stefani sui tagli dell'Europa: «I conti sono in ordine e gli incassi straordinari. L’Ue non dovrebbe punire chi pratica libertà e dialogo»
di Sara D'AscenzoIl presidente della Regione: «I mancati fondi da Bruxelles non ci metteranno in difficoltà»
La preoccupazione c’è. Ma è più politica che economica. Uscendo mercoledì mattina alle 10.30 dal consiglio d’amministrazione della Biennale a Ca’ Giustinian, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ci tiene a rassicurare: «Il clima era disteso, ci siamo concentrati sulla prossima Mostra del Cinema». Ma è indubbio che in quell’asciutto consiglio che segue la decisione dell’Europa di sospendere il finanziamento da due milioni di euro per la Biennale a causa della Russia, il tema sia stato trattato eccome.
Presidente, questi due milioni che mancheranno alla Biennale vi preoccupano?
«Finora, e parlo come membro del consiglio d’amministrazione, abbiamo avuto notizia solo di un presunto taglio, perché non risulta che siano arrivati i documenti da Bruxelles».
Lei da subito nell’affaire Padiglione della Russia è stato a fianco della Biennale. Lo è anche oggi?
«La Biennale è una realtà culturale straordinaria, di carattere internazionale. Parla il linguaggio della diplomazia, della libera espressione degli artisti. Credo che continuare a difendere questo patrimonio quasi “indisponibile” riguardi tutti, soprattutto per il futuro del dialogo tra le nazioni. Se pensiamo di subordinare l’arte ad altri tipi di scelte non siamo sulla strada giusta. L’arte deve porre domande, non dare risposte».
Se la Biennale dovesse, come sembra, andare verso un ricorso sarebbe come Regione al fianco della fondazione?
«Siamo nel consiglio d’amministrazione, quindi il ricorso è una delle strade possibili. Ovviamente, come per tutti i ricorsi, serve capire i motivi per cui si deve farlo. Al momento non ne abbiamo contezza».
Ma questi due milioni peseranno sul bilancio?
«Dalle notizie in mio possesso il bilancio della fondazione è in positivo, grazie anche agli incassi straordinari della Biennale d’Arte di quest’anno che sembra stia registrando +20% rispetto a quella precedente e ancora di più rispetto a quella di quattro anni fa. Sono convinto che questi risultati si avranno anche con i prossimi eventi».
Ma se dovessero esserci delle difficoltà potreste intervenire come Regione?
«Ma non ci sono».
Come legge la decisione dell’Europa?
«Con tutti i problemi che il nostro continente vive, l’ultimo è la Biennale. L’Europa sta soffrendo dal punto di vista economico e geopolitico a tal punto che preoccuparsi o intervenire in questo modo su un finanziamento alla Biennale che ha lo scopo di far parlare le nazioni sia insensato. L’Europa al contrario dovrebbe incentivare chi permette il dialogo».
Da subito lei ha voluto esserci per la Biennale, anche nei cda. È la sua nota passione per l’arte?
«Premetto che la Regione Veneto è sempre stata al fianco della Biennale anche in precedenza. Poi, certo, sono appassionato d’arte e questo è una spinta in più per me. Ma la Biennale è una realtà che ho sempre apprezzato, anche prima».
In cda si è parlato della prossima Mostra di Venezia. Che rapporto ha col cinema?
«È un mondo che conosco da spettatore, anche se non sono un esperto».
Qual è il suo film preferito?
«Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Penso sia una storia meravigliosa che richiama sia l’identità dei territori sia l’importanza di saper coltivare i propri sogni, oltre a raccontare lo spaccato di una realtà territoriale. Il cinema è una forma d’arte che va difesa, tutelata, potenziata. Ricordo che abbiamo avuto un regista veneto, Francesco Sossai, che col suo film Le città di pianura ha vinto otto David. Ho voluto incontrarlo e premiarlo».
Che ne pensa? L’ha visto?
«Sì, è un film che tratta con un approccio particolare, anche interessante, alcune dinamiche del nostro Veneto. Ha reso grande il nostro territorio, tanto che abbiamo alcuni luoghi Fai che compaiono nel film come la Tomba Brion di Scarpa che sono presi d’assalto dal turismo. Casi come questo fanno capire quanto importante sia la promozione tramite il cinema, che non è un’arte fine a sé stessa».
Venendo all’attualità politica, lei ha proposto la Zes unica per il nord. Perché?
«Penso sia un’opportunità ovviamente se intesa nella misura in cui il Veneto viene riconosciuto come territorio di confine tra due regioni a statuto speciale: subiamo l’influenza di queste realtà a statuto speciale».
Sulla misura dell’housing sociale le opposizioni hanno rimarcato che chi non trova casa continua a non trovarla
«Con le opposizioni c’è una collaborazione in corso su alcuni punti della legge sul social housing. È chiaro che non è l’unico strumento che può risolvere il problema della casa, ma è un passo importante. Apriamo all’Ers, apriamo a leve interessanti per il mondo dell’impresa che ha necessità di tenere i propri lavoratori qui, diamo la possibilità di avere abitazioni a prezzi calmierati sul territorio: credo che sia assolutamente positivo».
Ha visto che il governo è andato sotto sulle preferenze? È preoccupato della tenuta?
«Il governo deve andare avanti e andrà avanti. Ha dato stabilità al Paese e al nostro territorio».
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16 luglio 2026 ( modifica il 16 luglio 2026 | 07:48)
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