Se con l'arte si fa fatica a campare
Un settore in cui professionisti con un alto livello di formazione sono costretti a «sopravvivere» con contratti da precari e con retribuzioni non adeguate
Se con l'arte si fa fatica a campare
Vincenzo Trione | 15 luglio 2026Un settore in cui professionisti con un alto livello di formazione sono costretti a «sopravvivere» con contratti da precari e con retribuzioni non adeguate
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Un’emergenza italiana. Una recente inchiesta del collettivo Art Workers Italia fotografa la drammatica condizione in cui versano tanti lavoratori dell’arte. In molti casi, sono professionisti con un alto livello di formazione (l’86% è in possesso di un titolo di studio elevato), costretti a «sopravvivere» con contratti da precari e con retribuzioni non adeguate (il 48,9% ha un reddito inferiore ai 10.000 euro annui), condannati a svolgere più impieghi contemporaneamente.
Questa istantanea restituisce il ritratto di un Paese disattento verso coloro che operano nel mondo della cultura. Forse, perché si tratta non di un gruppo di potere, espressione di interessi forti, ma di una minoranza silenziosa, che non viene neanche citata nei programmi dei partiti.
Invece, proprio queste figure sono decisive per difendere, per interrogare e per promuovere il nostro patrimonio, tra i settori più rilevanti del sistema economico e turistico italiano. Uno spazio poroso e diffuso, fatto di pietre e di monumenti, attraversato da siti archeologici e da musei. Leva di sviluppo e di coesione, questo tesoro ci ricorda chi siamo stati e chi siamo ora; ed evoca l’idea di una società che abita il passato per inventare il domani. Siamo dinanzi a uno tra i fondamenti dell’identità nazionale. Conoscerne le stratificazioni ci rende cittadini davvero consapevoli. Alimenta senso di appartenenza, spirito di comunità e responsabilità democratica. Infine, ispira, in ciascuno di noi, una sorta di diritto alla bellezza.
È una situazione dolorosa. Che attende risposte politiche concrete e immediate. Prevedere misure contrattuali tese a garantire un futuro certo e dignitoso per migliaia di lavoratori. I quali, da decenni, impegnati ad aggiornarsi continuamente ma sottopagati e vittime di un precariato permanente, investono competenza, tempo ed energia per aiutarci ad abitare con maggiore cura e rispetto il nostro Paese, straordinario palinsesto dove, come aveva scritto Carlo Levi, «ogni cosa rimane senza perdersi».
15 luglio 2026
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