Quando un 26enne Walter Bonatti attraversò l'arco alpino a piedi in 66 giorni. Un'impresa epica lunga 1.795 chilometri
Corriere della Sera - Cultura

Quando un 26enne Walter Bonatti attraversò l'arco alpino a piedi in 66 giorni. Un'impresa epica lunga 1.795 chilometri

Mercoledì 15 luglio 2026
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Nel '56, giusto settant'anni fa, il leggendario alpinista sfidò i 73 mila metri di dislivello dalla Carnia al Col di Nava. Una mostra a Valdieri del Museomontagna ripercorre quell'avventura

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Quando un 26enne Walter Bonatti attraversò l'arco alpino a piedi in 66 giorni. Un'impresa epica lunga 1.795 chilometri

di Rosalba Graglia

Nel '56, giusto settant'anni fa, il leggendario alpinista sfidò i 73 mila metri di dislivello dalla Carnia al Col di Nava. Una mostra a Valdieri del Museomontagna ripercorre quell'avventura

La foto ritrovata: Bonatti con Italo Alchieri in Valle Gesso

Settant'anni fa, nella primavera del 1956, Walter Bonatti, a 26 anni, compie un’impresa epica: attraversa a piedi per intero le Alpi, dalla Carnia fino al col di Nava: 66 giorni di viaggio, circa 1.795 chilometri percorsi e 73.000 metri di dislivello lungo l’intero arco alpino.

Terme di Valdieri

La foto che vedete qui è stata ritrovata quasi per caso di recente e testimonia una delle ultime tappe della traversata, nel cuore della Valle Gesso, oggi parte del Parco Naturale delle Alpi Marittime, nel Cuneese. L’arrivo il 16 maggio 1956 di Bonatti alle Terme di Valdieri, località termale prediletta già dai Savoia- fu il re Vittorio Emanuele II a posare la prima pietra dell’Hotel Royal delle Terme Reali e c’è pure lo chalet della Bela Rosin. L’uomo accanto a lui è Italo Alchieri, che lo accolse nell’albergo Turismo, aperto solo tre anni prima, insieme alla moglie Anna, per tutti “Madama Ghigo” e per i valligiani “Nin di Bagn”.

La mostra

Per ricordare questa storia ritrovata in una località considerata la capitale alpinistica delle Alpi Marittime è stata appena inaugurata al Centro di Visita del Parco a Terme la mostraWalter Bonatti, dedicata al grande alpinista entrato nella storia della montagna per le sue imprese: la Nord delle Grandes Jorasses scalata a 19 anni, la solitaria invernale sul Cervino, spedizioni verso il Karakorum e le Ande, la discussa conquista del K2. La mostra, visitabile fino al 9 agosto, è stata realizzata grazie al Museo della Montagna di Torino che custodisce l’archivio Walter Bonatti donato dagli eredi: materiale alpinistico, appunti, interviste, filmati, documenti e circa 110.000 fotografie.

Gli appuntamenti

Ma gli eventi per ricordare la traversata di Bonatti sono diversi: sabato prossimo 18 luglio il CAI di Cuneo in collaborazione con la scuola Wall Street English ha organizzato la rievocazione della traversata in inglese sull'itinerario che dal Lago Rovina sale al Rifugio Genova (per chi vuole unirsi, ritrovo al parcheggio del Lago alle ore 9), dal 1° al 31 agosto si visita la mostra fotografica Grande Nord con gli scatti inediti di Luigi Dematteis, che seguì in parte la traversata, a Lu Cunvent, in Borgata Rore di Sampeyre. E il 7 agosto ci sarà una serata dedicata a Bonatti e alla sua impresa all’Ecomuseo della Segale di Sant’Anna di Valdieri, una di quelle veglie d’una volta, in cui si ricorderanno anche Nin e Italo, i fondatori dell’albergo Turismo dove fece tappa Bonatti. 

Madama Ghigo

Una storia nella storia, la loro. Nin viene a vivere qui con il marito Giacomo, custode delle terme d’inverno e accompagnatore in montagna d’estate. Ha solo 17 anni e si innamora del posto. Ma Giacomo muore in un incidente e lei rimane vedova giovane e con tre figli . Alle Terme arriva la Guardia alla Frontiera e il sergente Italo Alchieri, nato in provincia di Bergamo, proprio come Bonatti. Nin e Italo si sposano e scelgono di rimanere a Terme. Prima aprono il rifugio “Terme di Valdieri” dove Madama Ghigo offre servizio di ristorazione, pernottamento e rivendita di Sale e Tabacchi. Poi nel 1953 costruiscono l’albergo che chiamano Turismo «perché il turismo era una delle poche prospettive per continuare a restare in montagna e resistere all’emigrazione verso la pianura» spiega il nipote.
L’albergo Turismo diventa il riferimento degli alpinisti nell’alta valle, è anche il deposito delle chiavi dei rifugi della zona, e nel 1956 al Turismo fa tappa Walter Bonatti impegnato nella sua traversata scialpinistica delle Alpi. Italo lo accompagnerà per un tratto dell’itinerario e tornando commenterà «L’ha un pass acsì bel» (ha un passo così bello)

La foto che testimonia per sempre il loro incontro e apre la mostra a Terme ha qualcosa di struggente. Bonatti, bello, giovane, felice, è quasi alla fine della sua traversata. Italo, che deve averlo aiutato a sfilarsi gli scarponi, quasi intimidito, emozionato di trovarsi accanto a un grande alpinista. Che dopo pochi anni si sarebbe trasformato in un grande esploratore del mondo.

L'impresa in bici

Oggi per ricordare quell’impresa eroica un altro cuneese, Giovanni Panzera, ciclista, 60 anni, ideatore del progetto Pedalando tra le aquile, sta ripercorrendo il cammino di Walter Bonatti in bicicletta. E’ partito il 7 luglio, ha già superato 9 passi alpini impegnativi, dovrebbe coprire un percorso stabilito in 2500 km e 71.000 metri di dislivello e arrivare al Col di Nava in un massimo di 60 giorni, imprevisti permettendo. A piedi Bonatti ci mise solo 6 giorni in più, 70 anni fa.  

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15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 14:53)

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