Claudio Cecchetto: «Dicevano che Jovanotti sarebbe durato una stagione. De Martino a Sanremo? Menomale, basta anziani»
Corriere della Sera - Cultura

Claudio Cecchetto: «Dicevano che Jovanotti sarebbe durato una stagione. De Martino a Sanremo? Menomale, basta anziani»

Mercoledì 15 luglio 2026
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Il talent scout e produttore porterà il suo «Deejay-show» a Treviglio. Ospiti Tracy Spencer e Johnson Righeira: «Oggi mi piacciono i Pinguini Tattici Nucleari, Sfera Ebbasta e Annalisa»

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Claudio Cecchetto: «Dicevano che Jovanotti sarebbe durato una stagione. De Martino a Sanremo? Menomale, basta anziani»

di Rosanna Scardi

Il talent scout e produttore porterà il suo «Deejay-show» a Treviglio. Ospiti Tracy Spencer e Johnson Righeira: «Oggi mi piacciono i Pinguini Tattici Nucleari, Sfera Ebbasta e Annalisa»

Claudio Cecchetto, 74 anni

Claudio Cecchetto sarà in consolle per il suo «Deejay-show», venerdì sera (17 luglio), in piazza Cameroni a Treviglio. L’evento si inserisce nel palinsesto dell’Estate Trevigliese. Nato a Ceggia (Venezia) 74 anni fa, Cecchetto è talent scout, deejay, produttore, conduttore radio e televisivo. In scaletta non mancheranno brani iconici come «People from Ibiza», «Boys», le hit degli 883 e di Jovanotti, oltre a tante sorprese musicali tra remix, video ed effetti sincronizzati. Ospiti, Johnson Righeira e Tracy Spencer insieme al corpo di ballo dello show «Le Cecchetto Dance Crew».


Cecchetto, ci spieghi come sarà il suo spettacolo.


«Sarà una carrellata musicale che farà ballare e comincerà dagli anni ’70 quando lavoravo al Divina di Milano; poi con il passaggio alla tv e in radio saranno protagonisti gli anni ‘80, ‘90 e 2000. Determinante sarà lo spazio alle produzioni di Sandy Marton, Tracy Spencer, Sabrina Salerno, gli 883, Jovanotti».


Tra gli ospiti, venerdì sera, ci saranno proprio Tracy Spencer e Johnson Righeira.


«Lei è stata una mia scoperta: la sua “Run to me” vinse il Festivalbar nell’estate del 1986 e nessuno l’ha mai dimenticata. Anche se lei ha la sua famiglia in Inghilterra, non manca di tornare in Italia per esibirsi. I Righeira sono state le prime star che ho lanciato a Radio Deejay».


Max Pezzali le lasciò una cassetta in portineria, sempre a Radio Deejay, e lei lo fece chiamare da Pierpaolo Peroni che ne sarebbe diventato il produttore.


«E decise bene. Gli 883 sono stati i primi a raccontare i problemi della provincia, io ho dato ai loro brani una matrice dance».


Negli anni ‘80 certi critici dicevano che le sue canzoni erano usa e getta, invece nessuno le ha gettate. Sono tutti ancora qui a cantarle e a ballarle quarant’anni dopo.


«Io cercavo di fare la mia musica al massimo. Dello stesso Jovanotti dicevano che sarebbe durato una stagione. Infatti, si è visto. Lui non fa un concerto, ma un happening che dura da mattina a sera».


Non mancherà il «Gioca Jouer».


«L’ho pensato nel 1981. Non era una canzone, ma un gioco, frutto delle mie esperienze in discoteca: vedevo che le persone in pista si divertivano a ripetere gli stessi gesti e movimenti. Gianni Ravera, patron di Sanremo, volle che lo tenessi come sigla del festival. Divenne la colonna sonora di Sanremo che ho condotto e fu un successo».


A proposito di Sanremo (che lei ha condotto anche nel 1980 e nel 1982). Alla direzione artistica e conduzione ci sarà Stefano De Martino.


«Menomale, Sanremo è stato rappresentato solo da anziani nella conduzione e direzione artistica. Io avevo 27 anni quando l’ho condotto. Si capisce che è tornato il coraggio».


C’è un artista che avrebbe voluto scoprire?


«Non soffro di bulimia da scoperta. Ho voluto dare spazio agli underdog come me. Mi bastano i numeri uno che ho scoperto: Fiorello nella radio, Jerry Scotti a Canale 5, Fabio Volo nella scrittura, Jovanotti nella musica. Che posso volere di più?».


Chi le piace?


«I Pinguini Tattici Nucleari, i trapper, Sfera Ebbasta, Gue Pequeno, Annalisa con la sua virata dance; sono attratto dai fenomeni nuovi, come i Tamango che tengono i loro concerti nei campi di periferia».


Il suo talent scout chi è stato?


«Devo dire grazie a Mike Bongiorno che venne a cercarmi in radio. Aveva appena firmato la direzione artistica di Canale 5. Sono molto riconoscente anche a Ravera, Vittorio Salvetti e Silvio Berlusconi che mi hanno dato la possibilità e la libertà di fare quello che desideravo».


Il futuro?


«A Radio Cecchetto, una radio diversa, non omologata, a disposizione della creatività e degli ascoltatori».

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