La diplomazia del merluzzo grazia Putin
Dal 21° pacchetto di sanzioni alla Russia è stato cancellato il pesce più amato dall'industria della surgelazione tedesca
La diplomazia del merluzzo grazia Putin
Mara Gergolet | 14 luglio 2026Dal 21° pacchetto di sanzioni alla Russia è stato cancellato il pesce più amato dall'industria della surgelazione tedesca
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E alla fine, il 21° pacchetto di sanzioni incontrò il bastoncino di pesce. Che si debba tutti rinunciare al filetto surgelato, i tedeschi in primis — o che si debba pagarlo di più — per togliere un reddito a Putin? Giammai! E così, in silenzio, la Germania si è imbarcata in un’azione diplomatica a Bruxelles per togliere il pesce importato dalla Russia dalla lista dei prodotti banditi. Si è scoperto, nel frattempo, che i tedeschi sono i primi consumatori di merluzzo d’Alaska, che si pesca nel Mare di Bering e in quello di Ochotsk, tra Russia e Giappone: ne importano 93.000 tonnellate all’anno. E hanno le più grandi fabbriche di surgelati del mondo, che producono non solo bastoncini così teneri che si tagliano con un grissino, ma ogni tipo di prelibatezza impanata che risolve le cene dei bambini.
Il Thünen-Institut ha dato i numeri: leggendoli, viene da chiedersi perché mai il merluzzo d’Alaska importato dalla Russia sia salito, tra il 2020 e il 2024, dal 15% al 45%, a guerra già iniziata? L’Istituto ha fatto fosche previsioni: se fossero venuti meno i contratti, se si fosse accettata la tabella di Ursula von der Leyen (stabilizzare gli acquisti alla media degli ultimi tre anni, poi scendere al 75% nel 2028), l’industria dei surgelati era spacciata. E anche queste ultime fabbriche sarebbero migrate in Cina. E quindi, con diplomazia, il ministro Johann Wadephul si è dato da fare. Ha fatto sapere che, insomma, i tedeschi in fondo erano anche disposti a cedere; poi però i portoghesi e i francesi si erano fatti vivi, esprimendo il loro interesse per il pesce surgelato, e allora si è deciso collettivamente di graziarlo. Missione compiuta.
Quanto era più facile far bella figura a Bruxelles quando c’era Viktor Orbán, quando erano i soliti sospetti a fare favori a Putin. Però, con questa logica, perché non dovrebbero difendersi fino alla morte gli armatori greci, che trasportano il petrolio dello Zar? O le banche, o i produttori dei beni di lusso? Dicono che la guerra in Ucraina sia esistenziale. Certo, purché non tocchi i bastoncini. O mettete voi un altro bene, a vostro gusto e interesse.
14 luglio 2026
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