Confusione «generale» sui Longobardi
Corriere della Sera - Cultura

Confusione «generale» sui Longobardi

Martedì 14 luglio 2026
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Vannacci cita a sproposito l'invasione dell'Italia da parte dei barbari per spiegare le sue teorie che ricordano le leggi razziali del 1938

Legge elettorale, maggioranza battuta: «Una trentina i franchi tiratori». Conte, Renzi e Schlein: Meloni a casa. Lupi: ora riflessione politica

Confusione «generale» sui Longobardi

Gian Antonio Stella | 14 luglio 2026

Vannacci cita a sproposito l'invasione dell'Italia da parte dei barbari per spiegare le sue teorie che ricordano le leggi razziali del 1938

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«Le do un dato storico. Lei lo sa che l’Italia fu sottoposta a tantissime invasioni, no? Ecco, l’invasione più grande è stata quella dei Longobardi. Che guarda caso ha raggiunto al massimo il 4% della popolazione autoctona dello Stivale. Oggi siamo al 10%. Abbiamo più che raddoppiato il tasso di stranieri non autoctoni. Poi c’è una specificità: i Longobardi, guarda caso, si sono convertiti immediatamente al cristianesimo». Bum! La sparata di Roberto Vannacci alla trasmissione In Onda di Aprile e Telese per teorizzare la necessità di buttar fuori gli «esogeni» in nome degli italiani «autoctoni», ha fatto sobbalzare il genetista Guido Barbujani: «Questo si rifà al Manifesto degli scienziati razzisti del 38!». Leggiamo: «È una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione». 

Di più: «Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana». Davvero? In realtà gli studiosi concordano che gli italiani hanno una grande molteplicità di «avi». «I popoli cambiano continuamente i connotati genetici», dice Barbujani, «a seguito di incessanti ondate migratorie che si sovrappongono e si integrano». Lo spiega Ancient Rome: A genetic crossroads of Europe and the Mediterranean, uno studio di decine di studiosi edito da Science nel 2019: «La grande maggioranza degli immigrati giunti a Roma proveniva da Oriente. Dei 48 individui esaminati e appartenenti a questo periodo solo due mostravano forti legami genetici con l’Europa. Altri due avevano una marcata ascendenza nordafricana. Tutti gli altri presentavano ascendenze colleganti alla Grecia, alla Siria, al Libano e altre regioni del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente». 

Sarebbe questa la «purezza» del sangue? Quanto ai «Longobardi al 4%» (la fonte?) e convertiti al cristianesimo «immediatamente», la medievalista Cristina La Rocca, autrice tra gli altri de La cristianizzazione dei Barbari e la nascita dell’Europa, dice che «come tutti quelli che avevano già rapporti con l’impero romano, al momento in cui arrivarono i Longobardi erano in gran parte già cristiani ariani ma anche cattolici». La Treccani spiega che dopo l’arrivo di Alboino nel 569 la «lenta apertura verso il cristianesimo nella sua forma romana» sfociò nel sinodo di Pavia nel 698. Un secolo «immediato»...

14 luglio 2026

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