Studiare Fisica: laboratori, matematica e metodo per indagare il mondo
Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali
Studiare Fisica: laboratori, matematica e metodo per indagare il mondo
14 luglio 2026
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Cesare Bini / CorriereTv
Studiare fisica significa in primo luogo confrontarsi con alcune di quelle che sono le più grandi sfide intellettuali del nostro tempo. Significa appassionarsi a questioni che spaziano dalla scala dell'infinitamente grande a quella dell'infinitamente piccolo che hanno a che fare con la struttura e l'origine dell'universo ma anche con la composizione della materia nelle sue varie manifestazioni fino ai mattoni più elementari che la compongono.
Tutta la Fisica non cessa mai di porsi alla nostra attenzione con questioni sottili la cui interpretazione costituisce sempre una grande sfida concettuale come la sfida della complessità o della materia vivente. Ma direi anche studiare fisica vuol dire acquisire un metodo di indagine rigoroso quello che viene comunemente chiamato il metodo scientifico. Lo si applica essenzialmente ai problemi di Fisica nei nostri corsi di studio ma bisogna dire che il metodo scientifico ha una valenza più generale e può essere giocato anche in ambiti apparentemente
lontani dalla fisica. Quindi studiare Fisica vuol dire confrontarsi con passione con grandi problemi utilizzando un metodo molto potente per affrontarli.
In tutte le università italiane vi è un corso di laurea triennale in Fisica con una struttura che è molto ben definita e generalmente omogenea tra le diverse sedi. à una laurea pensata essenzialmente per fornire le basi su cui poi fondare studi successivi. In primo luogo vengono forniti gli strumenti matematici che sono essenziali per la comprensione della fisica, poi ci sono gli strumenti di calcolo informatico e quelli di laboratorio. E qui una particolare attenzione viene data alle tecniche di analisi statistica dei dati che costituiscono in un certo senso una
vera e propria palestra di metodo scientifico. E poi ovviamente si studia nel dettaglio l'intera impalcatura della cosiddetta fisica classica e si affrontano le basi della cosiddetta fisica moderna, vale a dire di tutta quella fisica che scaturisce dalle grandi rivoluzioni scientifiche della prima metà del novecento in particolare la relatività e la meccanica quantistica, che sono poi il linguaggio di base della frontiera della fisica attuale. Tutti gli argomenti sono affrontati con profondità e con rigore utilizzando gli strumenti matematici che costituiscono l'unico linguaggio veramente adeguato per comprenderli.
Diciamo subito che per iniziare un corso di laurea in Fisica non serve conoscere
già la fisica serve piuttosto una predisposizione ad apprenderla per gradi passo dopo passo facendosi accompagnare dai professori e acquisendo in parallelo quelli che sono gli strumenti essenziali soprattutto quelli matematici per comprenderla: non si può capire veramente la fisica senza la matematica. Per questo è importante portarsi dalla scuola superiore un bagaglio con una buona conoscenza della matematica di base con un'attitudine per la logica per per il ragionamento il rigoroso e per il calcolo in senso lato. Serve anche una predisposizione per il lavoro sperimentale: questo significa che non bisogna disdegnare il lavoro manuale diciamo così o l'attitudine a guardare i dati analizzarli per trarci le conclusioni che siano ben fondate, ma soprattutto che in questa cassetta degli attrezzi deve esserci una buona volontà , umiltà , una disponibilità di impegnarsi nello studio e ad accettare sfide. Bisogna studiare -
su questo non c'è dubbio -, occorre seguire le lezioni passo passo e poi giorno per giorno studiare a casa. Sono pochi gli studenti che si laureano alla nostra laurea triennale e si fermano: la stragrande maggioranza prosegue iscrivendosi ad una delle numerose lauree magistrali di ambito fisico che sono offerte nelle università italiane e alcuni di loro vanno anche nelle università all'estero con l'obiettivo di completare un percorso di studi per arrivare ad affrontare problemi di frontiera della ricerca moderna.
Quello che si può verificare da tutti i dati in nostro possesso è che i laureati magistrali in Fisica hanno grande facilità di inserirsi nel mondo del lavoro. Una buona frazione dei laureati svolge un'attività di ricerca in fisica di base o applicata nelle università negli enti di ricerca o nelle aziende che investono in ricerca in Italia o all'estero. C'è un'altra buona frazione di laureati che lavorano nel mondo dell'istruzione secondaria, un lavoro questo di estrema importanza. Infine c'è una categoria pure molto significativa di laureati che finisce per muoversi in ambiti tecnologici avanzati come l'informatica, l'intelligenza artificiale, l'economia, la finanza, la logistica: ambiti apparentemente lontani dalla fisica ma nei quali comunque avere a disposizione il metodo scientifico che si è acquisito con gli studi rende questi laureati di grande interesse per queste aziende. Quindi sono molto ricercati e fanno molto bene.
La mia esperienza personale la mia attività professionale è stata ed è
prevalentemente quella di un fisico sperimentale. Le mie ricerche si sono svolte in laboratori nazionali e internazionali, il principale essendo il Cern di Ginevra dove lavoro da molti anni. La ricerca scientifica è un mondo intrinsecamente internazionale e dalla mia esperienza ho imparato che coloro che si sono formati in Italia fanno in genere molto bene, sono molto apprezzati. In parallelo a questa attività di ricerca ho svolto e continuo a svolgere un'attività di insegnamento universitario con contatto con gli studenti dei quali ho visto la crescita. Alcuni di loro sono diventati miei colleghi con cui lavoro quotidianamente altri hanno preso altre strade e devo dire tutte con grande soddisfazione da parte loro. Se devo concludere cosa mi ha insegnato la fisica? Direi in senso generale questo che mi ha insegnato che bisogna andare in profondità nei problemi a pormi sempre nuove domande a non accontentarmi di ricette o soluzioni superficiali, che se uno vuole capire veramente fino in fondo qualcosa, se vuole sviscerare un problema fino in fondo, questa cosa non è facile. Occorre impegno, occorre umiltà , occorre rigore metodologico. Ma è anche vero quello che ho imparato in tante situazioni che quando poi si arriva in fondo a capire qualcosa questo dà una grande soddisfazione.
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