Studiare Giurisprudenza: imparare la grammatica della lingua parlata da una società per stare insieme
Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali
Studiare Giurisprudenza: imparare la grammatica della lingua parlata da una società per stare insieme
14 luglio 2026
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Luigi Crema / CorriereTv
Studiare Giurisprudenza vuol dire imparare la grammatica, la lingua, che viene parlata dal potere e da una società per stare insieme.
Studiando Giurisprudenza si impara come funzionano un sacco di cose: com'è e come si fa un contratto fra due persone, quali sono i diritti di un lavoratore, cosa dice la Costituzione italiana o come funziona il governo, il Parlamento o l'Unione Europea. O come si fa un trattato internazionale, come si difendono i diritti umani. Insomma, si imparano tutte quelle situazioni in cui magari una famiglia, un individuo, un condominio ha un problema e bisogna affrontarlo e risolverlo, cercando di capire chi ha ragione e chi ha torto. Ma si impara soprattutto un modo di guardare i problemi, di modo che nuovi problemi arriveranno, nuove questioni emergeranno e voi avrete imparato un metodo per prendere nuove leggi, studiarle e risolvere nuovi problemi, proporre nuove soluzioni. Ci vuole anche un po' di fantasia e capacità di guardare avanti.
Giurisprudenza è un corso di cinque anni e ha i primi tre anni abbastanza strutturati. Non sono tutti uguali, le università hanno piccole differenze, però più o meno si fanno quelle materie, si studia il diritto pubblico, il diritto costituzionale, si studia il diritto privato nei rapporti tra privati, appunto il contratto, anche quello societario: come stanno insieme le persone che vogliono fare una società vogliono fare business, vogliono fare un po' di soldi. Ci si può anche specializzare dopo, nei due anni successivi, negli ultimi due di questi cinque anni. Lì si studia magari di più il diritto del lavoro, il diritto penale, come funziona il diritto internazionale, le istituzioni internazionali, come funziona l'Unione europea e le sue istituzioni. Quindi tre anni ben strutturati e due in cui si scelgono gli esami.
Ma chi non se la sente di partire subito con cinque anni che sono diciamo i cinque anni canonici di Giurisprudenza può scegliere un corso triennale di Scienze giuridiche che prepara sempre sugli aspetti fondamentali dello studio del diritto ma che non è carico di tutte le materie necessarie per fare poi i concorsi da notaio, da avvocato o da magistrato. Alla fine di questi tre anni poi si può scegliere o di andare avanti e fare altri due anni in Giurisprudenza, magari prendendo una specializzazione in sostenibilità , in consulenza del lavoro, magari si vuole studiare di più come funziona l'impresa. Ci sono tanti modi di completare questo triennio. Però se uno vuole si può fermare dopo tre anni e andrà probabilmente a lavorare in un'impresa dove questi tre anni già hanno raggiunto un buon livello di formazione.
Per Giurisprudenza occorre saper fare tante cose. Il diritto però è scritto e bisogna ragionarci sopra. Quindi queste due cose bisogna saperle fare: bisogna saper leggere testi lunghi e poi bisogna ragionarci sopra, saper dedurre cosa vuol dire una norma, cosa vuol dire una frase scritta. E bisogna capire perché, la ragione per cui ci sono queste regole. Poi ad alcuni piacerà la concretezza del diritto: si trovano problemi e bisogna dare soluzioni pratiche. Altri invece, con la passione filosofica o matematica, ameranno il fatto che è sistematico, che è coerente, che è molto preciso, analitico, è quasi una matematica della società . Chi invece ha una sensibilità umanistica si appassionerà al lato umano del diritto, perché il diritto riguarda l'uomo, la società dell'uomo, riguarda i cittadini, riguarda anche i criminali. Riguarda le vittime, riguarda imprenditori con nuove idee o lavoratori che hanno bisogno di vedere i propri diritti affermati.
Insomma, per studiare bene Giurisprudenza bisogna avere un po' di tutto in tasca. Però il diritto democratico, è come come il calcio: Messi è piccolino e poi c'è Haaland che è gigante. Se a qualcuno manca qualcosa gioca lo stesso e un po' lo impara strada facendo.
Con la laurea in Giurisprudenza ovviamente si potranno fare i concorsi da avvocato, notaio, magistrato, diplomatico o per una qualunque posizione nella pubblica amministrazione, negli uffici del Comune o della Regione. Si può entrare in polizia e via andare. Si può lavorare come consulente, ad esempio sulla sostenibilità . Le grandi società oggi devono capire attraverso il diritto cosa vuol dire avere un bilancio di sostenibilità . Oppure fare il consulente del lavoro, fare le buste paga e via andare. Oppure si può fare il giornalista perché un giornalista deve capire come funziona il potere, una società . Imparare a gestire un'impresa o una grandissima società che ha tanti problemi e tante cose da organizzare. Insomma, ci si avvia a delle professioni di grande responsabilità che, se svolte come si deve, vi richiederanno molto tempo ed energia. Sono un po' famose per questo. Però, nessuno ve lo dice - ai giovani, non so perché, non si dicono queste cose - vi daranno anche soddisfazioni economiche e saranno insomma delle belle carriere.
Cosa mi ha insegnato la Giurisprudenza? Allora, studiando Giurisprudenza ho affrontato i problemi più immediati della nostra società : cos'è un contratto, come fare il bilancio di una società , come gestire un condominio. Però in verità ho imparato ad affrontare i più grandi problemi filosofici della nostra epoca. Che cos'è l'aborto? Quando inizia la vita umana? à giusta l'eutanasia? Che cos'è la dignità dell'uomo? Cosa vuol dire proteggerla? Perché accogliere i migranti? Cosa vuol dire che siamo chiamati a difendere i confini dell'Ucraina ? E molti altri problemi del genere. Ecco, studiare Giurisprudenza per me è stato l'inizio di una riflessione su alcune delle grandi problematiche della nostra società e ho imparato a guardare i diversi lati delle questioni e ho imparato un linguaggio che tiene insieme queste diverse prospettive.â
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