Studiare Biologia e Biotecnologie: per fare un'immersione nel prossimo futuro (e vincere il Nobel!)
Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali
Studiare Biologia e Biotecnologie: per fare un'immersione nel prossimo futuro (e vincere il Nobel!)
14 luglio 2026
Embedâ Codice embed copiato negli appuntiDecidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali
Anna Olivieri / CorriereTv
Studiare Biologia e Biotecnologie significa studiare tutto il regno dei viventi.
Significa partire dalla molecola del DNA, il regista che definisce chi siamo e che aspetto, cioè fenotipo, abbiamo, per arrivare alle proteine che sono gli attori del film della vita, cioè coloro che svolgono le funzioni e tessono la trama, fino a cellule, tessuti, organi e organismi che sono i set cinematografici. Vanno poi oltre i singoli individui, per studiare popolazioni, specie ed ecosistemi interi.
Biologia e Biotecnologie non si limitano a osservare, ma cercano di rispondere alle domande sul come, cioè su quali sono i meccanismi che regolano le dinamiche della vita. Ma queste cose ve le avrei potuto dire anche vent'anni fa. Studiare Biologia e Biotecnologie oggi significa essere immersi nel futuro. Poche discipline hanno mostrato gli stessi progressi negli ultimi vent'anni. Sto parlando di rivoluzioni che impattano sulla vita quotidiana di ciascuno di noi.
Basta guardare i premi Nobel per la medicina degli ultimi anni, ma anche per la chimica, per scoprire che in gran parte coinvolgono biologi e biotecnologi. E la cosa più affascinante è che tante di queste scoperte da Nobel sono partite da domande di curiosità : come fa un batterio a difendersi dai virus? E la scoperta porta a CRISPR-Cas9, il sistema più evoluto di genome editing, cioè di correzione delle mutazioni di un DNA vegetale, animale, umano.
Altri scienziati hanno avuto il Nobel per ostinazione, perché lo scienziato è cocciuto, non si arrende. Una ricerca durata decenni nel campo della immunologia ha portato al Nobel delle cellule T regolatorie. Il futuro già attivo oggi della cura delle malattie autoimmuni. Queste sono le scienze della vita oggi. Domande aperte, risposte con potenzialità spesso inattese, in un mondo della ricerca interdisciplinare e supportato dai progressi della tecnologia.
Le lauree triennali in Scienze Biologiche e Biotecnologie pongono le basi per comprendere il mondo della vita. Si parte da chimica, matematica e fisica per essere poi pronti ad affrontare i pilastri del bio in ambiti diversificati: l'ambito cellulare, botanico, zoologico ed ecologico che passa dalla cellula agli organismi fino agli ecosistemi e alla biodiversità . L'ambito biochimico, microbiologico, biomolecolare e fisiologico biomedico che va dall'ereditarietà alle scienze ottiche, alle biotecnologie vegetali, fino alle applicazioni mediche. Non mancano le attività al bancone perché il biologo e il biotecnologo devono conoscere le tecniche di laboratorio e saper applicare il metodo scientifico.
Fra biologia e biotecnologie, quale scelgo? Entrambe danno le basi per qualunque magistrale in ambito bio. Biologia è orientata verso la ricerca di base, quella che parte dalle grandi domande sulla vita. Biotecnologie è più orientata verso la ricerca applicata e l'industria biotecnologica.
Serve attitudine scientifica, cioè la predisposizione ad applicare il metodo scientifico, alla logica e al ragionamento analitico. Se mentre cucino mi appassiono al protocollo della ricetta e cerco con metodo di cambiare un ingrediente alla volta, monitorando i risultati sperimentali ottenuti, significa che sono portato per le scienze della vita. Avere predisposizione per matematica, fisica e chimica aiuta, ma il corso di laurea fornisce tutti gli strumenti necessari durante il percorso, per cui non servono conoscenze preliminari specifiche.
Serve curiosità . Il motore che muove tutti gli scienziati. Un biologo non è solo curioso, è ossessionato dalle domande alle quali desidera trovare una risposta nuova e originale attraverso dei test sperimentali. Servono pazienza e passione perché i risultati si ottengono attraverso strade di tentativi e, necessariamente, di fallimenti. Senza passione non si desidera entrare in laboratorio e senza pazienza non ci si rimane.
Lo sbocco primario è la ricerca scientifica, cioè diventare scienziati. Le lauree triennali in Biologia e Biotecnologie danno le basi e poi con la magistrale ci si indirizza verso un ambito specifico e a quel punto si sceglie se proseguire nel mondo della ricerca o immettersi nel mercato del lavoro. Chi vuole diventare ricercatore studia ancora facendo un dottorato di ricerca e prosegue in ambito universitario o privato, come i grandi ospedali di ricerca o il CNR.
Il mondo del lavoro offre numerose possibilità : industrie biotecnologiche, farmaceutiche, sanità - con la diagnostica clinica. La nutrizione è uno sbocco professionale che affascina molti giovani. Il settore ambientale gestione delle riserve naturali, monitoraggio dell'inquinamento, il controllo qualità in ambito alimentare, ma anche divulgazione scientifica, giornalismo e insegnamento nelle scuole. Il mondo ha bisogno di scienziate e scienziati capaci di farsi domande e di provare a comprendere i sistemi complessi, il cambiamento climatico, l'agricoltura sostenibile, la conservazione della biodiversità e la medicina del futuro saranno nelle mani di biologi e biotecnologi.
Ho scelto Scienze Biologiche perché amavo le materie scientifiche, ma non volevo essere imbrigliata in un percorso fatto di regole fisse. Il mondo della vita ha le sue regole, ma è pieno di eccezioni, genera stupore continuo. A una conferenza ho avuto l'onore di ascoltare il professor Cavalli-Sforza, un grande scienziato italiano che per primo ha capito come applicare i principi dell'evoluzione di Darwin al DNA delle popolazioni umane. Grazie a quell'incontro, oggi sono una genetista di popolazioni e studio il DNA per capire cosa ci rende unici. La biologia mi ha insegnato ad adattarmi ai cambiamenti. La natura lo fa continuamente. Lo scienziato deve stare al passo con scoperte molto veloci. Quello su cui lavoro oggi è qualcosa che ho scoperto durante il mio percorso universitario e di cui ignoravo completamente l'esistenza prima. Per cui siate aperti.
Molte delle scoperte che stanno rivoluzionando il mondo di oggi non erano ancora state fatte quando mi sono laureata. La prossima scoperta potrebbe essere la vostra.
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