Studiare Lingue Moderne: oggi l'AI traduce molto bene, ma capire le culture diverse dalla nostra è tutta un'altra storia
Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali
Studiare Lingue Moderne: oggi l'AI traduce molto bene, ma capire le culture diverse dalla nostra è tutta un'altra storia
13 luglio 2026
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Shaul Bassi / CorriereTv
Studiare Lingue Moderne significa essere migliori cittadine e cittadini del mondo. Significa capire meglio gli altri e noi stessi.
Vuol dire imparare a leggere un mondo sempre più complesso, a sviluppare uno spirito critico e comparativo che ci consente di diventare abitanti di questa complessità . Vuol dire immergersi nel cuore di altre civiltà , culture e paesi, studiandone la storia, le istituzioni, la cultura in tutte le sue declinazioni, dalla letteratura al cinema, dall'umorismo alla cultura popolare, avvicinandosi a diverse visioni del mondo. Significa riflettere su cos'è il linguaggio, su come pensiamo e ci esprimiamo e su come le lingue ci rendono tutti uguali e tutti diversi. Vuol dire esplorare i modi in cui si esprimono le identità e le esperienze, le emozioni e le forme della convivenza. E questo ci fornisce un solido equipaggiamento per affrontare le sfide di un mondo in cui la mediazione culturale sarà sempre più fondamentale.
Una laurea in Lingue sviluppa capacità di analizzare testi complessi, comunicare con precisione, lavorare in contesti internazionali, risolvere problemi interculturali. Oggi l'intelligenza artificiale traduce molto bene, ma capire una lingua non significa solo tradurre parole. Significa capire persone, culture e contesti. Ed è proprio questa capacità che diventa ancora più fondamentale.
Ci sono diversi tipi di corsi di laurea in Lingue Moderne. In quelli più comuni si scelgono due lingue straniere europee e occidentali, oppure se ne sceglie una extraeuropea insieme ai corsi di lingua vera e propria, in cui si alternano i docenti ed esperti di madrelingua, vi sono anche corsi di letteratura e cultura che consentono di capire la mentalità dei paesi coinvolti. Poi ci sono altri esami obbligatori, la linguistica, la letteratura italiana, la storia, e sempre maggiore attenzione alla dimensione digitale in tutte le discipline. E infine, importantissimo, si lascia libertà a studentesse e studenti di scegliere diversi indirizzi studiando più letteratura o linguistica o storia. Fondamentale è l'esperienza all'estero, esperienza di scambio che molto spesso cambia la vita.
Prima di tutto serve curiosità e apertura verso il mondo. Ogni competenza linguistica che si è acquisita nella scuola superiore è molto preziosa, sia se si vuole continuare con una lingua già studiata in precedenza, sia se vuole iniziare l'avventura di una nuova lingua. Ma si può spesso iniziare da zero. Serve una buona capacità di leggere e esprimersi in italiano e poi sono utilissime le proprie esperienze personali che includono i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato, anche i film o le serie che abbiamo visto nelle diverse lingue.
Prima ancora che per un mestiere, la laurea in Lingue prepara a lavorare in qualunque organizzazione che operi a cavallo di lingue e culture diverse. Chi si laurea in Lingue può innanzitutto specializzarsi con una laurea magistrale in una delle lingue che ha studiato e poi proseguire in una grande varietà di possibili sbocchi, alcuni, quelli più consolidati: può diventare insegnante in tutti i livelli scolastici, può lavorare nell'editoria, nelle istituzioni culturali e in imprese, attività commerciali, nella diplomazia, nel turismo, nella cooperazione internazionale e nell'intermediazione culturale in una società sempre più multietnica. Può fare il traduttore, l'interprete, ma poi è fondamentale anche sottolineare che saper parlare, leggere o scrivere in una o più lingue straniere ci rende possibile lavorare in diverse parti del mondo e ci permette anche di essere potenziali candidati in lavori che ancora non esistono.
Io mi sono innamorato dell'inglese come una lingua letteraria ibrida e globale che è stata imposta a forza in vari continenti e poi è diventata un qualcosa di nuovo, di vitale, in cui persone dell'Africa, dell'India, del Canada, dell'Australia hanno cominciato a raccontare storie meravigliose. E queste storie mi hanno aiutato a capire il passato, il presente e il futuro. Mi hanno aiutato a sentirmi più a mio agio con gli altri in un mondo sempre più aperto e globale. E mi hanno anche dato il grande dono di poter viaggiare stando seduto comodamente a casa, leggendo qualche libro straordinario. Mi sono innamorato di Shakespeare quando ho capito che non era un monumento del passato, ma un linguaggio che attraverso il teatro, il cinema, la Rete si rinnova continuamente e ci permette di affrontare i grandi temi del nostro tempo, dall'amore all'intolleranza, dalla convivenza alla crisi ambientale. Quando si legge un grande testo letterario in un'altra lingua è come se il mondo si aprisse davanti a noi.
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