Luca Bizzarri, compie 55 anni. Quando al Corriere disse: «Sono un fallimento». E poi spiegò il senso di quelle parole
Corriere della Sera - Cultura

Luca Bizzarri, compie 55 anni. Quando al Corriere disse: «Sono un fallimento». E poi spiegò il senso di quelle parole

Lunedì 13 luglio 2026
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«Oggi è il mio compleanno ma a me il tempo che passa non fa nessuno effetto. Sono altri i valori che ho. Per esempio raccontarvi la comunicazione e come Trump e Anna Pepe siano molto simili»

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Luca Bizzarri, compie 55 anni. Quando al Corriere disse: «Sono un fallimento». E poi spiegò il senso di quelle parole

di Federica Vivarelli

«Oggi è il mio compleanno ma a me il tempo che passa non fa nessuno effetto. Sono altri i valori che ho. Per esempio raccontarvi la comunicazione e come Trump e Anna Pepe siano molto simili»

«Oggi è il 13 luglio ed è il mio compleanno ma a me il tempo che passa non fa nessuno effetto. Sono altri i valori che ho. Per esempio raccontarvi la comunicazione e come Trump e Anna Pepe siano molto simili».
Compie oggi 55 anni Luca Bizzarri, attore, comico, conduttore televisivo e scrittore. Classe 1971, l’artista genovese è uno dei volti più riconoscibili della Generazione X italiana: cinismo, disincanto, ironia amara, scetticismo verso il politicamente corretto. Una cifra che ha attraversato Camera Café, Ciro, il figlio di Target e gran parte della sua produzione comica.

Nel 2025 una intervista al Corriere Torino venne rilanciata da social, testate, politici, influencer. Tutto per una frase: «Dal punto di vista umano sono un fallimento. Vivo solo per il mio lavoro». Da lì, una valanga di commenti, prese di posizione, accuse e difese. La macchina mediatica si è mossa con la consueta velocità: un passaggio isolato è diventato un manifesto involontario.

La spiegazione del senso di ciò che intendeva era arrivata dallo stesso Bizzarri, durante una puntata del suo podcast Non hanno un amico: «Ma perché parlare di Trump? O dei dazi?». Poi aveva aggiunto: «C’è chi fa figli ed è felice. C’è chi li non fa ed è felice». E ancora: «È vero che vivo il lavoro come un’ossessione. Ma è anche vero che non vedo tutto come un fallimento. Ero ironico. E nell’intervista era chiaro».

Infine la stoccata al meccanismo mediatico: «Mi metto nei panni del titolista. Ha preso quella frase lì come una confessione di un comico riluttante che tornasse indietro farebbe tanti bambini». Una chiosa che riassume bene il suo rapporto con la comunicazione contemporanea: osservatore spietato, bersaglio ricorrente, narratore di ciò che lo travolge.

Il resto è la carriera di un professionista che ha attraversato vent’anni di televisione italiana. Diplomato alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1994, Bizzarri ha iniziato con ruoli drammatici prima di virare verso la comicità. Il sodalizio con Paolo Kessisoglu, diventato “Luca e Paolo”, è uno dei marchi più riconoscibili della tv italiana. Insieme hanno anche co-condotto il Festival di Sanremo nel 2011 e nel 2012.

Accanto alla televisione, il cinema: E allora mambo!, Tandem, fino al recente Da grandi del 2023. Negli ultimi anni Bizzarri ha trovato una nuova centralità come autore satirico e opinionista. Podcast, monologhi teatrali, scrittura: una voce che commenta politica e società con un registro sempre più netto. È attualmente in tournée con Non hanno un dubbio, monologo dedicato alla comunicazione social e all’attualità. 

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13 luglio 2026 ( modifica il 13 luglio 2026 | 12:24)

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