Bolzano, il Piccolo Museion cambia: spazio al fenomeno del ritiro sociale giovanile
Corriere della Sera - Cultura

Bolzano, il Piccolo Museion cambia: spazio al fenomeno del ritiro sociale giovanile

Domenica 12 luglio 2026
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L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Museion e l’associazione La Strada, si sviluppa in due capitoli distinti e complementari capaci di connettere la pratica estetica contemporanea con il lavoro sociale sul territorio

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Bolzano, il Piccolo Museion cambia: spazio al fenomeno del ritiro sociale giovanile

di Silvia M.C. Senette

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Museion e l’associazione La Strada, si sviluppa in due capitoli distinti e complementari capaci di connettere la pratica estetica contemporanea con il lavoro sociale sul territorio

Le pareti di vetro del Piccolo Museion Cubo Garutti di via Sassari, nel quartiere Don Bosco di Bolzano, mettono in vetrina un progetto culturale che capovolge il concetto tradizionale di spazio espositivo pubblico. Archiviato il vecchio cliché del «mostrare oggetti d’arte», la succursale minima del Museo di Arte Contemporanea utilizza il perimetro trasparente dell’installazione urbana per dare visibilità a un fenomeno profondo, delicato e spesso rimosso dalla percezione collettiva: il ritiro sociale giovanile. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Museion e l’associazione La Strada con la sua équipe del progetto «Invisibili», si sviluppa lungo un arco temporale esteso attraverso due capitoli distinti e complementari capaci di connettere la pratica estetica contemporanea con il lavoro sociale sul territorio.

«Dentro il Cubo»

Il percorso ha inaugurato la sua prima fase intitolata «Dentro il Cubo»: un segmento espositivo che rimarrà accessibile al pubblico fino al 16 agosto. In questa frazione del progetto i passanti e i visitatori possono osservare una selezione di opere visive nate direttamente all’interno dei percorsi di arte-terapia condotti da Rita Mentzel. Si tratta di disegni, dipinti e manufatti grafici realizzati da giovani che stanno affrontando l’esperienza dell’autoisolamento. Le opere in mostra non rispondono forse ai criteri di pura estetica accademica, ma costituiscono la traccia tangibile di un processo creativo utilizzato come strumento per riattivare la fiducia in se stessi, l’espressione della propria interiorità e soprattutto la costruzione di nuove modalità di comunicazione con il mondo esterno. La peculiarità del progetto sta anche nella sua capacità di allargare i confini locali: aver accolto nel corso dei mesi testimonianze e contributi da diverse regioni d’Italia ha trasformato il presidio di quartiere in un osservatorio nazionale sul disagio giovanile.

Il secondo capitolo

A partire dal 27 agosto il progetto cambierà pelle avviando il secondo capitolo, «ComeSe», che si protrarrà fino al 31 gennaio 2027. Questa seconda fase vedrà come protagonista l’artista multidisciplinare Martina Melilli, che ha sviluppato un intervento site-specific basato sul dialogo prolungato con gli operatori de La Strada e con i ragazzi del progetto «Invisibili». Il titolo gioca sull’ambivalenza fonetica: una formula linguistica ricorrente che, letta in modo unito, evoca il passaggio intermittente delle comete, corpi luminosi visibili nel buio solo a patto di saper guardare con estrema attenzione. Melilli ha utilizzato strumenti della comunicazione digitale per raccogliere percezioni, timori e aspettative dei giovani coinvolti, ponendo al centro dell’indagine una domanda cruciale: come vuoi essere rappresentato nella società? Il Cubo Garutti, ideato nel 2003 dall’artista Alberto Garutti come sede distaccata del museo per portare l’arte contemporanea nella quotidianità dei residenti, riafferma così la sua vocazione originaria di luogo d’ascolto e di mediazione culturale direttamente sulla strada; un’opera nata per dialogare con i passanti, offrendo una piattaforma concreta a dinamiche umane complesse.

Favorire il dibattito

L’intervento evaderà dal Cubo Garutti e si estenderà al tessuto urbano di Bolzano attraverso due distinte campagne di affissione pubblica realizzate con lo studio grafico Bar 1/2: i manifesti verranno distribuiti nelle strade cittadine in due periodi separati, dal 27 agosto al 10 settembre e dal 10 al 24 novembre, trasformando i tabelloni informativi in occasioni di sosta e riflessione per la cittadinanza. Il progetto prevede anche un appuntamento collaterale, il 12 novembre, con l’incontro «Nel contesto» inserito nel programma di formazione permanente di Museion Academy per favorire un dibattito tra esperti di vari settori. L’intero percorso espositivo e partecipativo diventa un’opportunità per la comunità locale di confrontarsi con una realtà spesso sommersa, rimarcando la capacità delle istituzioni museali di aprirsi a collaborazioni dal valore sociale e di attivare processi di inclusione reali e duraturi attraverso i linguaggi visivi contemporanei.

12 luglio 2026

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