Le Big Tech e il concetto di proprietà
Dal 2028 non si produrranno più copie fisiche di giochi per Playstation. La community si chiede: se la copia fisica cessa di esistere, ma gli acquisti in digitale non danno un reale possesso del bene, cosa sta succedendo?
Le Big Tech e il concetto di proprietà
Federico Cella | 11 luglio 2026Dal 2028 non si produrranno più copie fisiche di giochi per Playstation. La community si chiede: se la copia fisica cessa di esistere, ma gli acquisti in digitale non danno un reale possesso del bene, cosa sta succedendo?
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L’abbiamo scritto qualche settimana fa, proprio su queste pagine: gli acquisti di beni digitali — musica, software, film, giochi — non possono considerarsi realmente tali, cioè non si tratta di vera proprietà «a vita» ma piuttosto di un affitto a tempo. Quanto tempo, lo definisce unilateralmente il venditore: una licenza Office, un videogioco per console, anche vecchi mp3 scaricati da iTunes, sono nostri finché la casa madre non decide che — per un cambio delle logiche di mercato, per un aggiornamento, per una modifica dei diritti — il nostro acquisto non è più valido.
Gli esempi sono tanti. Sony, per dirne uno, l’ha rifatto pochi giorni fa: dopo il «caso Discovery» del 2023 (in parte rimediato, dopo sollevazione popolare), un annuncio lapidario (letteralmente) sanciva la sparizione di 551 film dal Playstation Store. «Dal 1° settembre 2026, a causa dei nostri accordi di licenza sui contenuti, non potrai più accedere ai tuoi contenuti di Studio Canal (da Bagdad Cafè ad Apocalypse Now, ndr) precedentemente acquistati, e verranno rimossi dalla tua raccolta video». Punto, e neanche a capo: niente scuse, figurarsi i rimborsi.
Rabbia e proteste, ma non è questo il tema di oggi. Perché la stessa multinazionale giapponese, pochi giorni dopo, usciva con un altro comunicato che riassumiamo così: dal 1° gennaio del 2028 non si produrranno più copie fisiche di giochi per Playstation. Tradotto: i videogame li potrete «comprare» solo in digitale, scaricandoli dallo Store. Niente di strano, la tendenza ormai è quella: dal prossimo novembre accadrà con il tanto atteso Gta6, che avrà sì anche una sua confezione fisica nei negozi o acquistabile online, ma dentro invece del disco si troverà un fogliettino (del valore di 80 euro circa) con il codice per riscattarlo. Ma allora la community — e un po’ anche noi — si chiede: se la copia fisica cessa di esistere, ma gli acquisti in digitale non danno un reale possesso del bene, di cosa stiamo parlando? Dell’inizio della fine — o quantomeno, della ridefinizione — del concetto di proprietà. Piaccia, o meno.
11 luglio 2026
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