Energia: i prezzi zonali porterebbero benefici al Sud e rincari in bolletta al Nord
Corriere della Sera - Cultura

Energia: i prezzi zonali porterebbero benefici al Sud e rincari in bolletta al Nord

Sabato 11 luglio 2026
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Una risposta alla proposta del Presidente della Calabria di «premiare» la sua regione come virtuosa perché ha installato numerosi impianti eolici e fotovoltaici, caratterizzati da costi di produzione contenuti

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Energia: i prezzi zonali porterebbero benefici al Sud e rincari in bolletta al Nord

Massimo Sertori * | 11 luglio 2026

Una risposta alla proposta del Presidente della Calabria di «premiare» la sua regione come virtuosa perché ha installato numerosi impianti eolici e fotovoltaici, caratterizzati da costi di produzione contenuti

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Riceviamo e pubblichiamo

Caro direttore,
tenere insieme aspetti tecnici ed economici è spesso complesso. Proprio per questo, le soluzioni richiedono da parte dei decisori politici responsabilità e conoscenza.
In questi giorni si ascoltano affermazioni quantomeno singolari. Mi riferisco al presidente della Regione Calabria, che propone di superare il PUN, il Prezzo unico nazionale, introducendo prezzi zonali con l’obiettivo di ridurre i costi energetici della propria regione. La Calabria viene descritta come virtuosa perché ha installato numerosi impianti eolici e fotovoltaici, caratterizzati da costi di produzione contenuti, che secondo questa impostazione dovrebbero tradursi in bollette più leggere per i cittadini calabresi.

È però necessario procedere con ordine. Gli impianti fotovoltaici hanno beneficiato di ingenti incentivi, pari a circa 170 miliardi di euro, finanziati attraverso le bollette di tutti gli italiani nella voce ASOS. Allo stesso modo, tutti i cittadini contribuiscono agli investimenti sulla rete realizzati da Terna e dagli altri operatori, indispensabili per il trasporto dell’elettricità e per il mantenimento dell’equilibrio del sistema, tramite la tariffa di rete.
A ciò si aggiunge il fatto che le fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, producono energia solo in presenza di sole e vento: la produzione, quindi, non coincide sempre con i momenti di consumo. 

Da qui nasce la necessità di misure come il capacity market, finanziato da tutti attraverso gli oneri di dispacciamento, e il MACSE, destinato a sostenere sistemi di accumulo e batterie per il Centro-Sud, anch’esso pagato da tutti gli italiani tramite gli oneri generali di sistema. In sostanza, senza un sistema sostenuto economicamente dall’intero Paese, i frigoriferi delle famiglie calabresi rischierebbero di spegnersi la sera e riaccendersi solo al sorgere del sole.

Va inoltre ricordato che la definizione delle zone risale al 2004, con limitate modifiche nel 2021, quando le condizioni complessive del sistema erano molto diverse da quelle attuali. Oggi, ad esempio, la zona in cui rientra la Lombardia comprende tutte le regioni del Nord, mentre quella della Calabria coincide con i confini regionali.
Se si intende applicare il prezzo zonale, allora anche la componente ASOS dovrebbe essere calcolata su base zonale. In caso contrario, si produrrebbe l’ennesima penalizzazione per il Nord, chiamato ancora una volta, insieme a cittadini e imprese, a sostenere i costi dell’intero Paese.

Da ultimo, desidero sottolineare che i data center, infrastrutture digitali strategiche ma notoriamente energivore, sono concentrati soprattutto in Lombardia. Come condiviso con il ministro Pichetto Fratin, i loro consumi non possono essere attribuiti alla sola Lombardia, perché sostengono l’utilizzo del digitale in tutta Italia e non solo.
Per queste ragioni ritengo necessario mantenere il Prezzo unico nazionale. Se, tuttavia, si volesse procedere con l’introduzione del prezzo zonale, sarebbe indispensabile aprire un tavolo di confronto per ridefinire zone e criteri, che non possono più essere quelli attuali.

* Assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica della Regione Lombardia

11 luglio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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