Insegna della storica discoteca Nordest rimossa (con rivolta web), il sindaco: «La compriamo noi». Claudio Cecchetto: «Bravi, così curate le nostalgie e la fate rivivere»
Il locale alle porte di Vicenza chiuso da qualche mese: fan scatenati sui social dopo l'ultimo «dolore» di veder smontato anche il vessillo giallorosso. Il primo cittadino di Caldogno: «In attesa di formalizzare le pratiche». Il dj: «Quanti amori nati ballando»
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Insegna della storica discoteca Nordest rimossa (con rivolta web), il sindaco: «La compriamo noi». Claudio Cecchetto: «Bravi, così curate le nostalgie e la fate rivivere»
di Giacomo CandoniIl locale alle porte di Vicenza chiuso da qualche mese: fan scatenati sui social dopo l'ultimo «dolore» di veder smontato anche il vessillo giallorosso. Il primo cittadino di Caldogno: «In attesa di formalizzare le pratiche». Il dj: «Quanti amori nati ballando»
«Integrarla nel tessuto urbano per riportare alla mente gli incontri, le amicizie e gli amori nati ballando all’interno del locale». È la proposta che arriva da Claudio Cecchetto, storico dj e produttore discografico, sulla futura destinazione dell’iconica insegna gialla e rossa della discoteca Nordest, che ha chiuso i battenti a inizio anno. Una proposta che il sindaco di Caldogno sta già mettendo in pratica, per la gioia dell'immenso popolo dei nostalgici ex discotecari del Nord che dal 1974 frequentavano il famoso locale.
Qualche settimana fa il simbolo del locale di Caldogno, in provincia di Vicenza, era stato rimosso, spegnendo definitivamente le speranze di chi auspicava una possibile riapertura. Immediata era stata la "rivolta" sui social di frequentatori vecchi e nuovi, con il vessillo ammainato dopo 52 anni di serate danzanti capaci di attirare migliaia di persone da tutto il Veneto e non solo. Una notizia diffusa rapidamente sui social, anche grazie alla foto pubblicata da Luciano Sbalchiero, in arte dj Gaggia, uno dei volti più noti della balera vicentina: «Io sono arrivato negli anni Ottanta e l’insegna era già lì, era parte della storia del locale sin dalla sua apertura nel 1974. Quella di oggi è la pietra tombale, una volta che si toglie il marchio è la fine», è stato il suo commento funereo.
Ma di fronte al rischi di lasciarsi sopraffare dalla nostalgia: oggi c'è una soluzione: presto la mitica insegna potrebbe svettare in qualche rotatoria o in qualche terreno comunale, in bella vista. «Continuare a renderla visibile può essere una sorta di “beneficio spirituale” che lenisce la tristezza per la chiusura», ha suggerito lo storico dj e produttore discografico Cecchetto
La proposta di Cecchetto si avvicina a quelle fioccate sui social per salvare il simbolo dalla discarica. Alcuni utenti hanno proposto di esporla in un museo «come simbolo di un'epoca che ha dato felicità e nuove amicizie a migliaia di persone», altri di posizionarla al centro della rotatoria nella strada che conduce all’ormai ex discoteca, trasformandola in un vero e proprio monumento. Al viaggio nell’album dei ricordi, però, Cecchetto affianca un avvertimento: «Per chi ha vissuto quelle serate l'insegna evoca un'ondata di momenti spensierati, ma per i giovani rischia di essere del tutto indifferente, come l’insegna di una qualunque pizzeria».
Per concretizzare l’idea lanciata da Cecchetto, si è già attivato il Comune di Caldogno. Il sindaco Nicola Ferronato ha infatti confermato l’interesse per l’acquisto dell’insegna: «Stiamo dialogando con la società che gestiva il locale, ora sottoposta a curatela fallimentare, per definire la modalità migliore. In attesa dell’acquisizione formale - ha rassicurato il primo cittadino - . Dove si trova adesso? Al sicuro all’interno dei magazzini comunali». L’insegna potrebbe dunque avere presto una seconda vita, con Cecchetto che chiude lanciando un messaggio che va oltre il semplice significato del simbolo: «L’importante è che il divertimento continui, anche in altri luoghi diversi dalle discoteche e che non si perda la voglia di ballare»
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11 luglio 2026 ( modifica il 11 luglio 2026 | 11:47)
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