Chi controlla Mohammed
Chi controlla Mohammed
di Massimo Gramellini | 11 luglio 2026I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
La storia di Mohammed Saidi, l’irregolare algerino che sfregia in volto una sconosciuta alla fermata della metro di Milano perché da «uomo musulmano» lo infastidiva essere guardato da una donna, sembra fatta apposta per apparecchiare l’ennesima rissa su remigrazione e dintorni. Ma proviamo a scendere dall’empireo delle guerre di civiltà per azzardare una domanda terra terra: com’è possibile che un individuo che dodici ore prima era stato arrestato mentre scassinava auto in sosta su corso Buenos Aires fosse tranquillamente seduto alla fermata della metropolitana? Dopo l’arresto era stato condotto in tribunale e giudicato per direttissima, però essendo incensurato lo avevano rimesso in libertà con l’espressa proibizione di restare a Milano.
Siamo ancora e sempre alle gride manzoniane, roboanti quanto inapplicate. Chi mai avrebbe dovuto controllare che il ladro d’auto lasciasse effettivamente la città? I poliziotti con gli organici all’osso? O i vigili urbani in attesa di rinforzi da una vita?
Invece di sentir blaterare di rimpatri di massa e aumento delle pene - misure inutili, improponibili e impraticabili, buone solo per solleticare la pancia alla gente - ci si accontenterebbe che le autorità di pubblica sicurezza venissero messe nelle condizioni di applicare le leggi esistenti.
Gli italiani sono democristiani nell’animo: non pretendono la rivoluzione, si accontentano dei rattoppi. Ma se continuano a non avere i rattoppi, finiranno per fare la rivoluzione persino loro.
11 luglio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi pubblicatiIl pistola
Venerdì 10 luglio 2026Quasi amici
Giovedì 9 luglio 2026Trumptation Island
Mercoledì 8 luglio 2026
Bloch, Le Pen e la domanda: che cos’è una nazione?
Venerdì 10 luglio 2026 di Angelo PanebiancoAnatomia di un voto annunciato
Venerdì 10 luglio 2026 di Gabriella GreisonCosì si ribella il Mediterraneo
Venerdì 10 luglio 2026 di Paolo LepriIl vento trumpiano soffia in Australia
Venerdì 10 luglio 2026 di Ernesto Galli Della LoggiaLe ipocrisie sulla corsa al Colle
Giovedì 9 luglio 2026 di Antonio PolitoLa Carta distorta e le urne
Giovedì 9 luglio 2026 LEGGI TUTTI Una tazzina di parole ogni giorno sul Corriere della Sera."Il caffè è un rito quotidiano, una pausa, un piacere e anche un luogo di incontro in cui si discute, si scherza, ci si sfoga e ci si consola".
Il Caffè, giorno per giorno.