Bloch, le Pen e la domanda: che cos’è una nazione?
La candidatura dell'esponente del Rassemblement National e il gesto del presidente Macron che ha accolto Marc Bloch e la moglie Simonne nel Panthéon di Parigi, il tempio dove riposano i grandi ai quali «la patria è riconoscente»
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Bloch, le Pen e la domanda: che cos’è una nazione?
Maria Serena Natale | 10 luglio 2026La candidatura dell'esponente del Rassemblement National e il gesto del presidente Macron che ha accolto Marc Bloch e la moglie Simonne nel Panthéon di Parigi, il tempio dove riposano i grandi ai quali «la patria è riconoscente»
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«Che cos’è una nazione?» si domandava nella celebre conferenza del 1882 alla Sorbona lo storico delle religioni e filosofo Ernest Renan. Interrogativo aperto e sempre attuale, tanto più nell’estate della quarta candidatura della nazionalista Marine Le Pen alle presidenziali francesi, all’apice di una vicenda giudiziaria che carica la corsa di un senso di rivincita personale scivolosamente vicino alla rivalsa sulle istituzioni. Vedremo, passata l’aria di sfida nel Rassemblement National, il partito della nazione ormai lontano dal demonizzato Front del fondatore Jean-Marie, che la figlia Marine ha saputo «repubblicanizzare». L’appartenenza a una nazione, sosteneva Renan, è plebiscito quotidiano, adesione a un’esperienza fatta di passato, con le sue lacerazioni, e presente, con la scelta di princìpi, ideali, regole cui conformarsi. Sulla tomba due parole: dilexit veritatem, amò la verità.
Le stesse scelte mezzo secolo dopo da Marc Bloch, il medievalista co-fondatore delle Annales che portò la Storia fuori da campi di battaglia e palazzi del potere per immergerla nella materia viva delle scienze sociali. Perché più a fondo si va nella ricerca, più le certezze svaniscono e solo una luce guida: non la pretesa ma l’amore della verità. Il 23 giugno 2026, due settimane prima della sentenza Le Pen, il presidente Macron ha accolto Marc Bloch e la moglie Simonne nel Panthéon di Parigi, il tempio dove riposano i grandi ai quali «la patria è riconoscente».
Padre di sei figli, al fronte nella Grande guerra, ebreo laico che rivendicò questa parte d’identità in opposizione all’antisemitismo, partigiano contro il regime di Vichy, torturato dalla Gestapo, fucilato il 16 giugno ’44: Marc Bloch è la patria che non ha a che fare con il sangue se non quello versato, l’identità che può conciliare qualsiasi alterità nel segno della fratellanza, il coraggio di sostenere le contraddizioni del passato, dalla Bastiglia a Vichy. Luce sulle correnti oscure della Storia, sfida per la politica nei mesi a venire. Cos’è una nazione?
10 luglio 2026
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