L’allarme siccità e la testa sotto la sabbia
L’allarme siccità e la testa sotto la sabbia
di Ferruccio de Bortoli | 10 luglio 2026I tuoi preferiti
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Ormai non è più un’eccezione quella di vivere lunghi periodi di siccità alternati a eventi atmosferici tanto frequenti quanto violenti. Siamo, purtroppo, nella normalità climatica e, nonostante questo, ci ostiniamo a credere che non sia così. Una sorta di rimozione di massa. Aspettiamo che il tempo migliori con l’ingenuità delle epoche in cui tutto scorreva, da una stagione all’altra, come illustrato felicemente nel celebre calendario di Barbanera. Fatalisti o rassegnati? Gli incendi boschivi minacciano molte aree. Le condizioni di laghi e fiumi testimoniano di un dramma dell’acqua ricorrente, costante, per nulla imprevisto e fuori norma.
Nel commentare le sofferenze del Po, ci si consola che il livello idrico non sia ancora sceso al record negativo del 2022 ma purtroppo la frequenza di crisi dovute alla siccità è molto aumentata negli ultimi anni. Gli investimenti per contrastare il dissesto idrogeologico sono parte importante del Piano nazionale di ripresa e resilienza e hanno garantito 258 interventi per 1,6 miliardi. Il risparmio di acqua è stato pari a 1,5 miliardi di metri cubi. Ma non bastano. Ci sono gli investimenti del Piano nazionale di interventi infrastrutturali per la sicurezza del settore idrico (Pniissi, poi ci sarà un limite anche per gli acronimi), finanziati e realizzati a metà.
L’Associazione bonifiche e irrigazioni (Anbi), insieme a Coldiretti, ha proposto un nuovo Piano invasi con 277 progetti per 7,3 miliardi che consentirebbe l’accumulo di due miliardi di metri cubi d’acqua, oltre alla produzione di energia idroelettrica e un abbattimento delle emissioni. Nel parla oggi su Il Sole 24 Ore il direttore generale dell’Anbi, Massimo Gargano. Gli invasi hanno una qualità multifunzionale: proteggono il territorio dalle alluvioni, conservano l’acqua per l’irrigazione e altri usi - come per spegnere gli incendi - evitando la dispersione, producono energia rinnovabile. Meglio di così. Dovrebbero essere una priorità gradita a tutti. Poi quando si va nello specifico dei progetti le difficoltà e i distinguo formano, a loro volta, un torrente in piena.
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10 luglio 2026
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