Se il Regno Unito multiculturale si fa sedurre dall’estremismo
Secondo un sondaggio condotto su vasta scala la maggioranza dell’opinione pubblica britannica (il 55%) ritiene che la «diversità» stia erodendo l’identità nazionale
Se il Regno Unito multiculturale si fa sedurre dall’estremismo
Luigi Ippolito | 8 luglio 2026Secondo un sondaggio condotto su vasta scala la maggioranza dell’opinione pubblica britannica (il 55%) ritiene che la «diversità» stia erodendo l’identità nazionale
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La Gran Bretagna è l’unico Paese europeo compiutamente multiculturale, dove un indù figlio di immigrati indiani diventa primo ministro (Rishi Sunak) e un musulmano figlio di immigrati pachistani diventa sindaco della capitale (Sadiq Khan): ma anche in una nazione come questa, con una solida tradizione di tolleranza e integrazione, qualcosa si sta sgretolando sotto i nostri occhi.
Stando a un sondaggio condotto su vasta scala e pubblicato ieri, ormai la maggioranza dell’opinione pubblica britannica (il 55%) ritiene che la «diversità» stia erodendo l’identità nazionale, oltre il 40% pensa che i musulmani non siano capaci di integrarsi e ben un terzo degli interpellati si dice a favore della «remigrazione», ossia la cacciata di tutti gli immigrati, mentre quasi altrettanti pensano che i non bianchi non siano veramente britannici. Sono idee che fino a poco tempo fa erano confinate a frange di estrema destra ma che adesso paiono diventate «mainstream», ossia di uso corrente.
C’è da dire che i risultati non sono incoraggianti neppure fra i musulmani, dove emerge un antisemitismo rampante: la maggioranza di loro pensa che gli ebrei «lavorino contro i musulmani» e più di uno su quattro è convinto che l’Olocausto sia stato «inventato o esagerato».
Quel che emerge è una società polarizzata e in preda all’estremismo (un altro terzo invoca una «rivoluzione comunista»), dove più del 60% è convinto che il contratto sociale sia finito in pezzi e quasi il 30% dei giovani è favorevole alla violenza politica. È un malessere profondo dalle cause complesse (la stagnazione economica seguita alla crisi finanziaria del 2007-08, ma anche gli effetti dell’immigrazione di massa) che spiega la presa di partiti radicali come quello di Nigel Farage o del nuovo «Restore», una formazione «vannacciana» ancora più a destra (ma anche, a sinistra, dei Verdi islamo-marxisti). Per il nuovo premier Andy Burnham, la finestra per correre ai ripari è stretta.
8 luglio 2026
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