Centrale Fies, due esposizioni illuminano il centro per le arti performative: «Solo Show» e «Blue Blue Blue Limbo»
La personale di Monia Ben Hamouda e la mostra firmata dal duo Industria Indipendente con Michele Bertolino
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Centrale Fies, due esposizioni illuminano il centro per le arti performative: «Solo Show» e «Blue Blue Blue Limbo»
di Camilla BertoniLa personale di Monia Ben Hamouda e la mostra firmata dal duo Industria Indipendente con Michele Bertolino
Galeotto fu il parroco, quello di Dro, piccolo paese in provincia di Trento che conta oggi circa cinquemila abitanti, non lontano da Arco, nella valle del Sarca. A raccogliere il suggerimento del parroco che desiderava animare il paese attraverso il teatro furono Dino Sommadossi, bibliotecario negli anni ’70 del paese e sua moglie Barbara Boninsegna, poi sarebbe stata coinvolta anche la figlia Virginia. Prendeva inizio, ormai una cinquantina di anni fa, ciò che poi si consolidò come un centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee, tra Dro, dove per molti anni si è svolto il festival Drodesera e la frazione di Fies, nella centrale idroelettrica asburgica dismessa dagli anni 60, ma in parte ancora attiva, oggi rimasta unica sede della manifestazione che ne prende il nome.
Centrale Fies
È negli spazi dell’edificio di archeologia industriale che il racconto della famiglia Sommadossi Boninsegna si è snodato durante la presentazione della nuova edizione, dal 16 al 26 luglio. E se «Centrale Fies» è stata in tutti questi anni in continua crescita e evoluzione, unico è il punto di riferimento: le arti performative, «ciò che non può essere confinato nella definizione di teatro, né in quella di danza o di arte visiva, ma che si sviluppa in quel territorio di mezzo che nasce dall’interazione di queste discipline», come ha spiegato Simone Frangi, curatore insieme a Barbara Boninsegna delle due mostre.
«Solo Show»
La prima mostra, una personale di Monia Ben Hamouda, «Solo Show», sarà inaugurata giovedì 16 luglio alle 18, con una performance dalle 20 di Kat Válastur & Aho Ssan e il live set alle 21 di Aho Ssan, nella Galleria dei trasformatori per restare visitabile fino al 26 luglio. Entrare nella mostra significa sprofondare in un insieme di sensazioni visive e olfattive.
L’artista Monia Ben Hamouda, nata a Milano da famiglia tunisina, ha pescato a piene mani nella cultura originaria della famiglia, a partire dalle spezie che diffondono profumi dalle montagne sabbiose da cui lo spazio è occupato, come a dare un nuovo significato alle sue architetture. Quelle spezie che un tempo hanno avuto un valore di scambio e un peso geopolitico equiparabile al petrolio di oggi, ha spiegato l’artista. Con l’argilla di questa installazione dialogheranno le performance che trasformeranno lo spazio in un recipiente risonante, all’interno del quale verrà messo in scena un rituale di rinnovamento. Alle strutture di Centrale Fies sono appese inoltre le sculture che Monia Ben Hamouda ha realizzato per questi spazi: forme che evocano la calligrafia araba e che, rimanendo dentro i limiti imposti dal divieto religioso islamico di rappresentare esseri viventi (umani e animali), per prevenire l’idolatria e preservare la trascendenza assoluta di Dio, evocano anche forme immaginarie e fantasiose. Così tutto l’insieme, tra installazione e performance, induce a una riflessione sulle tensioni verso il metafisico e l’immateriale, un invito a guardare dentro la complessità e ad accogliere ciò che sfugge alle definizioni.
«Blue Blue Blue Limbo»
Da un altro profumo e un altro colore si viene avvolti in un altro luogo di Centrale Fies dove, dal 23 al 26 luglio, sarà visitabile un’altra mostra, «Blue Blue Blue Limbo», firmata dal duo Industria Indipendente con Michele Bertolino, protagonisti dell’ultima parte della rassegna estiva «Love is political». Qui si viene risucchiati fino al fondo del lungo corridoio di «Blue Blue Blue Limbo», denso di immagini, profumi, dove una rosa non è una rosa, un fiore è delicato solo in quanto le spine lo proteggono, i suoni evocano ricordi e visioni. «Non abbiamo mai immaginato il territorio come un semplice contesto in cui operare – ha detto Sommadossi, presidente di Centrale Fies -, lo immaginiamo più come un interlocutore con cui crescere e confrontarci. È un lavoro che richiede tempo, ma che negli anni ha contribuito a rendere Centrale Fies un laboratorio riconosciuto a livello internazionale e, allo stesso tempo, radicato nella capacità di generare valore culturale e sociale per il proprio contesto». Programma su centralefies.it.
Vai a tutte le notizie di Trento
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Trentino
8 luglio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Trento, il video: impugna un tombino e lo usa come ariete per sfondare la porta del bar tabacchi e rubare i Gratta&Vinci
Le immagini dalla telecamera di sicurezza che ha ripreso l'assalto
LA PRIMA PAGINA DI OGGI