Premio Strega, agli scrittori un «trofeo» ideato dagli studenti napoletani dell'Accademia
Corriere della Sera - Cultura

Premio Strega, agli scrittori un «trofeo» ideato dagli studenti napoletani dell'Accademia

Mercoledì 8 luglio 2026
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L'Accademia di Belle Arti di Napoli ha vinto il concorso della Fondazione Bellonci con l'opera «Pagine»

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Premio Strega, agli scrittori un «trofeo» ideato dagli studenti napoletani dell'Accademia

di Ida Palisi

L'Accademia di Belle Arti di Napoli ha vinto il concorso della Fondazione Bellonci con l'opera «Pagine»

L'opera «Pagine»

Chiuso sembra un libro ma visto dall’alto è una sorta di “M”, una fisarmonica con pennellate colorate dentro ogni piega. È il trofeo creato dagli studenti del Biennio Specialistico di Editoria, Illustrazione e Fumetto dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, guidati dalle professoresse Enrica D’Aguanno e Daniela Pergreffi, che hanno vinto un concorso di idee per l’ottantesima edizione del Premio Strega. 
L’opera, intitolata “Pagine”, è una piccola scultura di una trentina di centimetri di altezza, tridimensionale e autoportante, con una base in pietra lavica dell’Etna, struttura in plexiglass trasparente e le copertine che si aprono in tre leporelli illustrati e diventano, così, sia scultura che un’installazione che si apre in tutte le direzioni. 

Consegnata ai sei finalisti nel corso di una cerimonia in Campidoglio martedì 7, è risultata vincitrice tra quelle presentate dagli studenti delle Accademie di Belle Arti statali italiane per il concorso realizzato dalla BPER Banca in collaborazione con la Fondazione Bellonci. “Pagine” è firmato da Valerio Sannino, con la collaborazione di Marta Fogliano e Antonio Danzi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che vince il concorso per la seconda volta da quando è stato lanciato nel 2018. «La parte centrale dell’opera – spiega Daniela Pergreffi, docente di Illustrazione all’Accademia – contiene le “scritture impossibili” di Valerio Sannino, andamenti grafici e calligrafici che evocano testi e suoni con colori molto belli, mentre le altre due, illustrate da Marta Fogliano e Antonio Danzi, sono come delle piccole narrazioni senza parole. Volevamo creare un contenitore che sembra un libro però poi si schiude a possibilità che vanno oltre la parola, attraverso un racconto fatto di immagini. Perché il libro è anche immaginazione e, quando si apre, dà vita a nuovi mondi». Ispirato al lavoro dell’artista Bruno Munari, il trofeo, con al suo interno opere originali riprodotte in “fine art”, è concepito come una vera e propria opera da collezione.

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8 luglio 2026

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