Trumptation Island
Trumptation Island
di Massimo Gramellini | 8 luglio 2026I tuoi preferiti
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Per un giorno niente Trump, si parla di cose serie: Temptation Island. In un articolo su Il libraio, lo scrittore e professore Enrico Galiano ha proposto di farlo vedere a scuola, adottandolo come libro di testo per il corso di educazione sentimentale. L’idea è meno paradossale di quanto sembri. Temptation non mostra l’amore come dovrebbe essere, ma come spesso è: gelosia, possesso, manipolazione, vittimismo, mancanza di rispetto (oddio, non staremo di nuovo parlando di Trump?).
Il falò di confronto — quel momento in cui i due partner in crisi conversano occhi negli occhi e budella nelle budella — è quanto di più simile a un’udienza di separazione mi sia mai capitato di vedere in tv. Quest’anno furoreggia una certa Soraya che, davanti a masse oceaniche di guardoni, ha rinfacciato a tale Cristian di non toccarla da mesi e di restare con lei solo perché gli fa comodo lavorare nell’azienda del padre.
Vista da casa senza filtri, una scena del genere è pornografia dei sentimenti allo stato puro e provoca, al massimo, qualche sorrisino di superiorità. Se invece venisse vivisezionata in classe assieme a un insegnante, forse i ragazzi prenderebbero consapevolezza della sua pericolosità e saprebbero riconoscerla nelle loro vite. L’unico rischio è che — come ogni altro svago trasformato in materia di studio — una volta portato in classe anche il programma televisivo più seguito dai giovani venga loro a noia.
(A proposito, basta con gli argomenti seri: da domani si torna su Trumptation Island).
8 luglio 2026
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