Che cosa era il «maccartismo» ( e da dove nasce questa parola)
Con questo termine ci si riferisce al clima politico che si diffuse negli Stati Uniti tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta, contrassegnato dal forte timore per l’espansione del comunismo nel mondo e la minaccia, anche atomica, rappresentata dall’Unione Sovietica di Iosif Stalin. Qui un approfondimento
06 July 2026
Che cosa era il «maccartismo» ( e da dove nasce questa parola)
Con questo termine ci si riferisce al clima politico che si diffuse negli Stati Uniti tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta, contrassegnato dal forte timore per l’espansione del comunismo nel mondo e la minaccia, anche atomica, rappresentata dall’Unione Sovietica di Iosif Stalin. Qui un approfondimento
di Antonio CariotiIl termine «maccartismo», o in alternativa «caccia alle streghe», viene usato per designare il clima politico che si diffuse negli Stati Uniti tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta,contrassegnato dal forte timore per l’espansione del comunismo nel mondo e la minaccia, anche atomica, rappresentata dall’Unione Sovietica di Iosif Stalin. Esponente di punta dell’ossessione per il «pericolo rosso», alla quale poi diede il nome, fu un senatore repubblicano del Wisconsin, appunto Joseph McCarthy, il cui atteggiamento estremista, ai limiti dell’isterismo, finì però per squalificarlo e per stroncarne la carriera.
Per capire la situazione bisogna rifarsi alla prima fase della guerra fredda. L’Urss, dopo il 1945, aveva imposto regimi dittatoriali analoghi al suo in tutti i Paesi dell’Europa orientale in cui era giunta l’Armata rossa vittoriosa sull’esercito tedesco. La stessa Germania orientale era nelle mani dei sovietici. Inoltre, anche grazie a una rete di spionaggio molto ben organizzata, il Cremlino aveva effettuato nel 1949 il primo esperimento di esplosione nucleare, mettendo fine al monopolio americano in fatto di armi atomiche. Nello stesso 1949 il comunista Mao Zedong aveva trionfato in Cina. E l’anno dopo era scoppiata la guerra di Corea, con l’attacco del Nord legato a Mosca contro il Sud vicino agli Usa. I motivi di preoccupazione a Washington non mancavano.
In un contesto del genere l’ambizioso e rozzo McCarthy, di cui sarebbe poi emersa l’eccessiva dimestichezza con il consumo di alcolici, pensò bene di cavalcare la tigre.Veterano di guerra, alla quale aveva partecipato da volontario pur potendo evitarlo per il suo ruolo di giudice, fu eletto senatore per il Wisconsin nel 1946 ed emerse come un personaggio di caratura nazionale nel 1950, quando in un infiammato discorso denunciò la presenza di numerosi infiltrati comunisti nel dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri americano.
Designato come membro di una commissione incaricata di studiare quali casi di tradimento si fossero effettivamente verificati, McCarthy fece molto parlare di sé con le sue accuse veementi. E fu rieletto nel 1952 al Senato, dove l’anno dopo divenne presidente della commissione sulle operazioni governative e avviò una serie di udienze intimidatorie nelle quali furono coinvolti, come sospetti agenti comunisti, anche importanti nomi della letteratura e dello spettacolo. Diverse vite ne uscirono rovinate.
Nello stesso periodo la «caccia alle streghe» giunse al culmine con l’esecuzione, il 19 giugno 1953, dei coniugi Julius ed Ethel Rosenberg, accusati di spionaggio a favore dell’Urss. Un caso che suscitò un’ondata gigantesca di proteste. Dai documenti desecretati recentemente è emerso che Julius aveva davvero fornito informazioni ai sovietici (più dubbia e comunque secondaria la posizione della moglie), ma resta il dato abnorme della condanna alla sedia elettrica inflittagli per essersi rifiutato di collaborare con gli inquirenti.
Intanto McCarthy, con i suoi eccessi, finiva per darsi la zappa sui piedi. In particolare lo danneggiarono gli attacchi inconsulti rivolti a esponenti delle Forze armate. La sua popolarità diminuì considerevolmente e anche nel Partito repubblicano prevalse la valutazione che fosse opportuno disfarsene. Il 5 dicembre 1954 fu votata dal Senato una mozione di censura nei suoi riguardi e all’inizio del 1955 dovette dimettersi dalla presidenza della commissione. Distrutto dal tramonto dei sogni di gloria, McCarthy si attaccò alla bottiglia con effetti disastrosi per la sua salute. Morì nel 1957, ad appena 48 anni, per le conseguenze di una cirrosi epatica. Ma il nome «maccartismo» è rimasto nella memoria a designare una fase turbolenta della storia americana.
Nell'immagine: Joseph McCarthy (1908-1957; foto: Wisconsin Historical Images)
Su «la Lettura» #762, disponibile in questa App, Paolo Mereghetti scrive sulla «nuova» censura nel cinema italiano, a partire dai finanziamenti negati ai documentari su Giulio Regeni e su Ferdinando Scianna. Fa parte di un approfondimento di otto pagine dedicato ai conflitti tra intellettuali e potere.
6 luglio 2026 ( modifica il 6 luglio 2026 | 20:54)
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