Da Usa e Cina a Torino per imparare l'italiano. Sono oltre duemila (molti over 50): studiano la nostra lingua perché piace e non perché serve
Tanti arrivi anche da Germania e Francia: i dati di Ciao Italy - Scuola Leonardo da Vinci. La Società Dante Alighieri: « Si sceglie la città della Mole perché fuori dal turismo di massa»
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Da Usa e Cina a Torino per imparare l'italiano. Sono oltre duemila (molti over 50): studiano la nostra lingua perché piace e non perché serve
di Chiara SandrucciTanti arrivi anche da Germania e Francia: i dati di Ciao Italy - Scuola Leonardo da Vinci. La Società Dante Alighieri: « Si sceglie la città della Mole perché fuori dal turismo di massa»
Studiare l’italiano a Torino, invece che a Firenze o Roma. Ogni anno sono oltre 2 mila le persone che vengono a imparare qui la lingua di Dante, da tutto il mondo e di ogni età.
Soggiorni linguistici che si stima creino una ricaduta economica di 8 milioni per la città, in costante aumento. «Torino cresce più della media nazionale perché si sta imponendo come destinazione nuova rispetto alle città più conosciute, grazie al grande lavoro di promozione del territorio», spiega Chiara Avidano, fondatrice e direttrice di Ciao Italy, Scuola Leonardoda Vinci Torino, scuola di italiano per stranieri con sede in piazza San Carlo, nei locali che furono del Goethe Institut.
Da Europa, Usa e Cina
«Rispetto all’anno precedente, nel 2025 il numero dei nostri studenti è cresciuto, da 750 siamo arrivati a oltre 1.100, mentre si è abbreviata la durata media dei soggiorni, scesa da 7,5 settimane a 5,6, a causa dell’incertezza economica». Il soggiorno può durare da un minimo di una settimana a un massimo di un anno. Il maggior numero di studenti arriva dagli Usa (16%), seguiti dai tedeschi (12%) che si alternano come primi e secondi. Al terzo posto i francesi (9%). «Chi arriva da più lontano tende a stare di più, ad esempio i cinesi, che vengono da noi perché siamo all’interno dei programmi governativi di mobilità Marco Polo e Turandot, si fermano per i corsi propedeutici di italiano della durata di 10 o 11 mesi prima di iscriversi alle nostre università».
L'età media
Nello stesso programma con la Cina è inserita anche la scuola di italiano della Società Dante Alighieri, presente a Roma, Milano, Firenze, Bologna e a Torino dove ha sede in via Frejus. Ma i giovani in realtà non sono nemmeno la metà di chi si dedica al turismo linguistico, associando corsi di lingua alla visita della città. La maggior parte è over 26, il 18% ha dai 50 anni in su. «L’italiano si studia perché piace e non perché serve, come accade all’inglese, molti tornano più volte in Italia e visitano diverse città».
Sotto la Mole
Torino suscita curiosità e sorprende sempre. «Piace perché è percepita come destinazione fuori dal turismo di massa, con una buona qualità dei servizi, dove si mangia bene, dove si può fare un’esperienza autentica, con un ricca offerta culturale e un costo della vita ragionevole rispetto ad altre mete». Le scuole aiutano a organizzare il soggiorno, la scelta dell’alloggio, le attività culturali, aperitivi e gite, l’abbonamento Gtt.
L'esperienza di Porticando
«Gli americani sono aumentati moltissimo, alcuni di loro sono in fuga da Trump e vogliono lasciare gli Stati Uniti o si sono da poco trasferiti in città», aggiunge Rosaria Costanzo, tra le fondatrici della scuola di italiano per stranieri «Porticando», che ogni anno accoglie tra i 900 e i 1.000 allievi nella sede di via Pietro Micca. Altri hanno origini italiane e vogliono imparare la lingua dei nonni. È il caso di Carlo Sanfilippo, 53 anni, origini siciliane ma statunitense di St. Louis, allievo della Scuola Leonardo da Vinci. «Sono stato la prima volta a Torino nel 2023 per 6 settimane, la città mi è stata suggerita da una signora italiana perché amavo la storia e l’archeologia — racconta Sanfilippo, che sogna di scrivere un libro in italiano —. Di mattina studiavo la lingua e di pomeriggio storia dell’arte».
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6 luglio 2026 ( modifica il 6 luglio 2026 | 12:25)
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