«Imparai a dire "mangio una mela" e da allora l'italiano si è rivelato un dono». L'olandese Hanneke, studente a 74 anni della lingua di Dante
«Un'amica parlava italiano e mi piaceva così tanto che ho deciso di impararlo. Anni fa dopo Roma ho visitato Torino per la prima volta, dove ho preso lezioni in piazza San Carlo. I miei ospiti mi chiamano la sorella olandese»
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«Imparai a dire "mangio una mela" e da allora l'italiano si è rivelato un dono». L'olandese Hanneke, studente a 74 anni della lingua di Dante
di Chiara Sandrucci«Un'amica parlava italiano e mi piaceva così tanto che ho deciso di impararlo. Anni fa dopo Roma ho visitato Torino per la prima volta, dove ho preso lezioni in piazza San Carlo. I miei ospiti mi chiamano la sorella olandese»
Hanneke Moons
Torna a Torino fino a tre volte l’anno per continuare la scuola di italiano. Per l’avvocata olandese Hanneke Moons, 74 anni, nota esperta di diritto di famiglia e allieva della Scuola Leonardo Da Vinci, lo studio della lingua di Dante è stata un’ancora di salvezza nei momenti peggiori. Oggi per lei l’italiano è un sinonimo di felicità.
Perché studiare italiano?
«Alla fine del 2019 mi trovavo a Roma con un’amica olandese che parlava italiano. Mi piaceva così tanto ascoltarla che ho pensato: “Voglio impararlo anch’io”. Così ho scaricato l’app “Duolingo” e ho iniziato a studiarlo».
Come ha continuato?
«Dopo qualche mese mi sono iscritta a una settimana alla Scuola Leonardo da Vinci di Roma, ma è arrivato il Covid. Le lezioni sono partite online, durante quel periodo ho avuto tutto il tempo per studiare».
Cosa ha significato per lei?
«È stato un grande dono, era come fare ogni giorno una piccola vacanza in Italia. Non me lo aspettavo, ma è ancora oggi il motivo principale per cui continuo a imparare e a parlare l’italiano e anche a leggere libri in italiano».
Non si è fermata nemmeno dopo un terribile lutto.
«Alla fine del 2024 ho perso mio figlio a causa del cancro. Una settimana dopo il funerale, d’impulso, ho prenotato un weekend lungo a Roma. Ho pensato: “È lì che sono stata felice per l’ultima volta”. Quel viaggio mi ha fatto un bene incredibile. Pochi mesi dopo ho visitato Torino per la prima volta, dove ho preso lezioni in piazza San Carlo».
Cosa le piace di Torino?
«Mi sono subito innamorata, sia della città che della scuola. Torino si è rivelata una città splendida: elegante, ma allo stesso tempo calda e vivace. Mi sono sentita subito a casa in questa bellissima città».
Perché continua a tornarci?
«Ormai ho anche dei buoni amici lì. Pranziamo o ceniamo insieme e parliamo per ore della vita e, naturalmente, del cibo, in questo gli italiani sono maestri. Non avrei mai potuto immaginare che quella prima frase imparata, “mangio una mela”, sarebbe stata l’inizio di così tanto divertimento, di splendide amicizie e, alla fine, anche di così tanta felicità».
Che cosa fa quando è qui?
«Rimango ogni volta una settimana, così la mattina posso partecipare ai corsi di gruppo alla scuola e il pomeriggio e la sera ho tempo libero per me. Di solito prenoto sempre un monolocale tutto per me, ma lo scorso febbraio ho preferito affittare una stanza in famiglia. Ancora oggi non riesco a spiegarmi come sia stato possibile, ma mi sono trovata così bene che siamo diventati grandi amici e sono tornata già a maggio. I padroni di casa mi chiamano la loro sorella olandese».
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6 luglio 2026 ( modifica il 6 luglio 2026 | 12:44)
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