Il «respiro» della Regina, al museo di Predazzo un'installazione per ascoltare la voce del ghiacciaio della Marmolada
Corriere della Sera - Cultura

Il «respiro» della Regina, al museo di Predazzo un'installazione per ascoltare la voce del ghiacciaio della Marmolada

Lunedì 6 luglio 2026
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Oltre 5mila ore di registrazioni raccolte in un'estate: «Si percepisce una presenza umana molto forte»

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Il «respiro» della Regina, al museo di Predazzo un'installazione per ascoltare la voce del ghiacciaio della Marmolada

di Marika Giovannini

Oltre 5mila ore di registrazioni raccolte in un'estate: «Si percepisce una presenza umana molto forte»

La voce del ghiacciaio si manifesta attraverso lo scorrere dell’acqua di fusione, il vento, il movimento del ghiaccio. Ma anche attraverso il passaggio della fauna d’alta quota, dell’uomo, di elicotteri, di impianti di risalita.
Nei giorni in cui si celebra il quarto anniversario della tragedia della Marmolada (sabato 4 luglio don Franco Torresani è salito a Capanna Punta Penia per celebrare la messa in ricordo delle undici vittime del 2022), il Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo inaugura una installazione immersiva che permette ai visitatori di ascoltare «il respiro della Regina», atto finale di un progetto che integra ricerca scientifica, arte e tecnologia curato dal sound artist Sergio Maggioni con la consulenza scientifica del glaciologo del Muse Christian Casarotto.

L’installazione, di fatto, condensa in pochi minuti una settimana di vita del ghiacciaio, «registrata» durante quattro spedizioni effettuate tra luglio e settembre del 2025, in un periodo di caldointenso: attraverso cinque registratori posizionati a diverse quote della Marmolada (dai 2.050 metri di passo Fedaia fino ai crepacci e alle fessure tra ghiaccio e roccia, tra i 2.700 e i 3.000 metri), nel corso dell’estate sono state raccolte oltre cinquemila ore di suoni, movimenti, trasformazioni.

Ed è questo che l’installazione riflette: «Un paesaggio sonoro complesso, che racconta una montagna profondamente trasformata». Cuore dell’esperienza è una barra interattiva luminosa, composta di dodici punti tattili che permettono di interagire con l’installazione: appoggiando la mano, dunque, si modifica il paesaggio sonoro, aggiungendo un’impronta acustica di origine antropica. «Siamo saliti in Marmolada — racconta Maggioni — per registrare il ghiacciaio e i fenomeni naturali che lo caratterizzano. Ci siamo accorti però che, insieme ai suoni del ghiaccio, stavamo registrando una presenza antropica costante e molto evidente: elicotteri, automobili, funivie, impianti e macchinari».

«Le registrazioni — aggiunge Casarotto — non hanno finalità glaciologiche. Diventano invece uno strumento di narrazione, capace di restituire la complessità delle trasformazioni dell’alta montagna attraverso le sue fonie. In questa prospettiva, il suono diventa testimonianza sensibile del cambiamento climatico, rivelando processi spesso invisibili. Un’esperienza di ascolto che invita a percepire il ghiacciaio come un organismo dinamico, la cui voce è oggi sempre più rara e fragile». L’installazione sarà visitabile fino al 13 giugno 2027 e sarà accompagnata da alcuni momenti di approfondimento.

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6 luglio 2026 ( modifica il 6 luglio 2026 | 08:48)

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