«Blue Thread» di Anne de Carbuccia, la fusione dei ghiacciai nella serie fotografica sulla copertura del Presena
La mostra fino al 26 luglio al Castelletto di San Mauro Torinese
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«Blue Thread» di Anne de Carbuccia, la fusione dei ghiacciai nella serie fotografica sulla copertura del Presena
di Paolo MorelliLa mostra fino al 26 luglio al Castelletto di San Mauro Torinese
Una grande coperta intessuta con un filo spesso, distesa per riparare un ghiacciaio dai raggi del sole e rallentarne la fusione. Non è un’installazione artistica, ma un intervento di conservazione che sempre più spesso viene messo in atto lungo le Alpi per via del cambiamento climatico. A raccontare tutto questo è Anne de Carbuccia, artista e regista còrsa, nata a New York, che fino al 26 luglio sarà in mostra con Blue Thread al Castelletto di San Mauro Torinese.
L’esposizione, finanziata da E20inscena e realizzata con Cinemambiente e One Planet One Future, propone 26 scatti che documentano la copertura del ghiacciaio Presena, a pochi km dal Passo del Tonale, fra le province di Brescia e Trento. Un lavoro condotto per cinque mesi l’anno dal Consorzio Ponte di Legno – Tonale.
Interventi contro il climate change
«Nel luglio 2020 — racconta l’autrice — stavo girando uno dei miei film, ma avevo sentito parlare della copertura dei ghiacciai in Europa. Ho avuto dei permessi speciali per vedere il Presena: c’era un caldo pazzesco con un cielo blu fortissimo, la bellezza di questo ghiacciaio sembrava un’installazione artistica e mi faceva pensare a Christo. Sono rimasta colpita dal dramma e dalla tenerezza di noi umani, che tentiamo di ricucire questo filo blu. Il mio obiettivo come artista non è convincere le persone, ma mostrare una reazione emotiva e visiva». Con la sua attività, Anne de Carbuccia documentato da anni la crisi climatica. «Questa serie fotografica — rivela — è stata il momento in cui ho cambiato atteggiamento. Se noi esseri umani abbiamo creato un antropocene negativo, possiamo crearne anche uno positivo, perché stiamo cercando delle soluzioni. Non è detto che funzioneranno, ma noi solitamente risolviamo i problemi attraverso cuore ed emozione».
«Il negazionismo ci fa perdere tempo»
L’idea è mostrare un messaggio costruttivo: siamo immersi nella crisi climatica ma possiamo agire per cercare soluzioni, anzi, molti lo stanno già facendo. «Le mie opere — conclude l’artista — cercano di trovare emotività. Da quando ho realizzato queste immagini sono passati sei anni e quel ghiacciaio si è ritirato di molto. Vederlo coperto per ritardarne la scomparsa è qualcosa che non si può negare, il negazionismo ci fa perdere tempo. Però abbiamo delle soluzioni, possiamo agire, e questo per me è un messaggio molto importante».
Oltre all’esposizione torinese, de Carbuccia è in mostra alla Biennale di Venezia con il progetto scultoreo Sergente S.N.A.F.U., sul potere dell’informazione e sul suo utilizzo come strumento di guerra (Canal Grande, fino al 30 settembre).
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5 luglio 2026 ( modifica il 5 luglio 2026 | 10:06)
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