Reinhold Messner, il nuovo film dell'alpinista sulla leggendaria spedizione al Nanga Parbat del 1953
Corriere della Sera - Cultura

Reinhold Messner, il nuovo film dell'alpinista sulla leggendaria spedizione al Nanga Parbat del 1953

Domenica 5 luglio 2026
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È la stessa vetta su cui morì il fratello Günther nel 1970. il progetto del re delle vette, finanziato da Idm Alto Adige, prodotto da Dolomites Merano: al centro la discussa spedizione austro-tedesca e l'impresa di Hermann Buhl

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Reinhold Messner, il nuovo film dell'alpinista sulla leggendaria spedizione al Nanga Parbat del 1953

di Sara Santolini

È la stessa vetta su cui morì il fratello Günther nel 1970. il progetto del re delle vette, finanziato da Idm Alto Adige, prodotto da Dolomites Merano: al centro la discussa spedizione austro-tedesca e l'impresa di Hermann Buhl

Reinhold Messner

Reinhold Messner torna dietro la macchina da presa per raccontare una delle vicende al centro della storia dell’alpinismo. Il nuovo film L’eredità (Das Vermächtnis), è tra i progetti sostenuti da Idm Alto Adige nell’ambito del secondo bando 2026.
Al centro di tutto il fantasma che ossessiona l’alpinismo da più di settant’anni: la spedizione austro-tedesca al Nanga Parbat del 1953.
Il progetto è prodotto dalla Dolomites Film di Merano e vede Messner in un doppio ruolo, autore e regista.
Il docufilm ripercorre la spedizione guidata da Karl Maria Herrligkoffer, segnata da tensioni e differenti concezioni dell’alpinismo.
Al centro c’è l’impresa di Hermann Buhl che, il 3 luglio 1953, firmò una delle imprese più folli e eroiche del Novecento: arrivò in vetta da solo, senza ossigeno, per poi sopravvivere a un bivacco da incubo a quasi ottomila metri, in piedi su un terrazzino di roccia. Un’impresa entrata nella leggenda, ma che negli anni successivi fu accompagnata da polemiche sulla gestione della spedizione e sulla narrazione ufficiale dei fatti.

Il Nanga Parbat e la tragedia del fratello di Messner

È proprio su queste controversie che Messner intende tornare, proponendo una rilettura documentata della vicenda e, come anticipa la sinossi, correggendo distorsioni e interpretazioni consolidate nel corso dei decenni.
Il Nanga Parbat rappresenta da sempre molto più di una montagna, nella biografia di Reinhold Messner. È infatti la cima legata alla tragedia che nel 1970 cambiò per sempre la sua vita: durante la spedizione sulla parete Rupal, lui e il fratello Günther raggiunsero la vetta, ma durante la discesa sul versante Diamir, Günther perse la vita travolto da una valanga. Per decenni quella tragedia è stata accompagnata da polemiche, fino al ritrovamento dei resti del fratello nel 2005, elemento che contribuì a confermare la ricostruzione sempre sostenuta dall’alpinista altoatesino.

L'eredità della spedizione

Il cinema ha già raccontato quella pagina: nel 2010 con Nanga Parbat, diretto dal regista tedesco Joseph Vilsmaier. In quel caso Messner non compariva nè come autore né come regista, fu però il principale consulente storico della produzione. Il film era incentrato sul rapporto tra Reinhold e Günther Messner e sulla tragedia del 1970, privilegiando il racconto della vicenda personale e umana oltre che alpinistica.
Il docufilm L’eredità torna sul Nanga Parbat, ma stavolta con la straordinaria spedizione del 1953.
«Sono completamente concentrato su questo nuovo progetto», fa sapere Reinhold Messner.
Il film si propone di raccontare una scalata entrata nella leggenda, ma anche di riflettere sul significato dell’eredità lasciata dai protagonisti di quella spedizione e sul modo in cui la memoria storica può essere deformata, contestata e infine ricostruita.

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Fonti e documenti per rileggere la storia dell'alpinismo

A oltre settant’anni dalla conquista del Nanga Parbat, Messner torna sulla montagna che più di ogni altra ha segnato la storia dell’alpinismo himalayano, scegliendo questa volta di raccontarne le origini e le controversie con la propria voce.
Non è un caso che il nuovo progetto arrivi a pochi mesi da K2 - La grande controversia, il documentario con cui Messner ha riportato al centro del dibattito la spedizione italiana del 1954 e il ruolo di Walter Bonatti. Se in quel film il bersaglio erano le polemiche che per decenni hanno accompagnato la conquista del K2, L’eredità sposta invece lo sguardo sul Nanga Parbat e sulla figura di Hermann Buhl. Cambiano protagonisti e montagne, ma resta identico il metodo: Messner torna alle fonti e ai documenti per rileggere le pagine più controverse dell’alpinismo internazionale.

5 luglio 2026

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