Cosa cerchiamo dentro i libri
Corriere della Sera - Cultura

Cosa cerchiamo dentro i libri

Sabato 4 luglio 2026
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Leggere deve essere un'esperienza personale, emozionante e attiva; capace di arricchire il lettore più che di impartire lezioni morali

Parla Di Maio: «Pensavo di fare il premier e poi ho perso tutto. La svolta? Alessia, sua figlia Amylia e nostro figlio Gabriel. Non ho più sentito Di Battista»

Cosa cerchiamo dentro i libri

Beppe Severgnini | 4 luglio 2026

Leggere deve essere un'esperienza personale, emozionante e attiva; capace di arricchire il lettore più che di impartire lezioni morali

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Oggi «La Lettura» raddoppia, con un inserto dedicato ai titoli da leggere durante l’estate. Mi aggiungo, con entusiasmo, all’iniziativa. I libri li suggeriscono i bravi colleghi. Io consiglio come leggerli.
Per cominciare: sui libri si può scrivere. Se in un volume manca qualche spazio bianco, mentalmente protesto: mi sembra un segno di poca fiducia nella creatività del lettore. Leggendo, possiamo sottolineare; e indicare il numero della pagina che ci ha colpito. Su un volume nuovo è bene scrivere la data, a matita. Quel segno rimarrà, per noi e per chi viene dopo di noi. A quel punto non è più una copia. È un libro.

Camilla Baresani, nel suo Il piacere tra le righe, spiega che il godimento della lettura «deve essere estetico, mai morale». Ha ragione. Gli insegnamenti verranno dopo. I libri di Henry Miller e Philip Roth sono affascinanti e — a loro modo — edificanti: gli eccessi e gli errori dei protagonisti non spingono all’imitazione. Se dovessimo leggere solo libri con personaggi di specchiata onestà, dovremmo escludere quasi tutto. Anche il Vangelo, dove i cattivi non mancano.

I buoni libri — romanzi, saggi, poesie — devono essere utili, almeno un po’. Se non sono utili, sono inutili; in altre parole, non servono. Utile è un aggettivo che ne comprende altri. Un libro utile può essere illuminante, commovente, divertente, istruttivo, stimolante. Perfino malinconico. «Ciascuno la propria tristezza / se la compra dove vuole – / anche in una bottega nera / austera / tra libri impolverati / che si liquidano a prezzi dimezzati», scriveva Antonia Pozzi (Canzonetta, 1933).

E un libro, per essere utile, dev’essere emozionante: passa dal cuore quello che rimarrà in testa. Suggerire I promessi sposi a un’adolescente come lettura per l’estate? Prematuro; aspettate che diventi nonna. A quell’età, ricordo, mi piaceva Catullo (parlava di sesso), non mi dispiaceva Carducci (se raccontava l’estate). E mi colpiva Ugo Foscolo. Aveva un approccio rock ai cimiteri che a un ragazzo non sfuggiva: non sarei stupito se Jim Morrison dei Doors l’avesse letto.
   Foscolo antesignano del genere romance? Be’, certo: allora lo chiamavano romanticismo.

4 luglio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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