Emanuele Filiberto: «Ho una casa in Corsica e in barca sono entrato in Italia una o due volte quando ai Savoia era vietato»
Nel podcast Supernova, il principe ricostruisce gli approdi in Sardegna prima del 2002
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Emanuele Filiberto: «Ho una casa in Corsica e in barca sono entrato in Italia una o due volte quando ai Savoia era vietato»
di Federica VivarelliNel podcast Supernova, il principe ricostruisce gli approdi in Sardegna prima del 2002
«Io ho una casa in Corsica. In barca ero abbastanza vicino alla Sardegna e sono entrato uno o due volte in Italia. Non a Porto Cervo dove ci sono tutti, ma a Porto Rotondo, Santa Teresa». Sono piccoli approdi, raccontati come deviazioni leggere, ma che avvenivano in aperta violazione di un divieto formale: il bando ai discendenti di Casa Savoia, inciso nella Costituzione fino al 2002. È uno dei ricordi condivisi da Emanuele Filiberto nell’ultima puntata di Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan andato in onda il 3 luglio.
«L’esilio in Italia era scritto nella Costituzione», ricorda il principe. E ammette di averlo aggirato più volte, ben prima della sua abolizione. Classe 1972, imprenditore e membro della dinastia sabauda, discendente dell’ultimo re d’Italia, Emanuele Filiberto ha vissuto in esilio fino al 2002. È noto al grande pubblico per le sue partecipazioni televisive, da Ballando con le stelle al Festival di Sanremo, e oggi presiede gli Ordini Dinastici sabaudi.
Nel podcast, il racconto si sposta poi su un episodio più complesso, che lo vide costretto a mettere piede in Italia non per scelta ma per necessità. «Di ritorno da una missione umanitaria in Kosovo il mio aereo fu costretto ad atterrare in Italia - continua il principe -. In aeroporto ci trovammo circondati da polizia e carabinieri e io non potevo mettere neanche un piede sul suolo italiano». Cattelan lo incalza: «Sei mai finito nei casini per questa cosa?». La risposta del discendente dei Savoia è immediata: «No, mai».
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4 luglio 2026 ( modifica il 4 luglio 2026 | 11:33)
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