La famiglia bolognese dietro la fondazione di New York: «I Bartolotti erano ex birrai, con l'aiuto di un Papa e un giro d'affari acquistarono Manhattan»
Rita Monaldi e Francesco Sorti nel loro ultimo romanzo storico «Unicum Opus» ricostruiscono anche le vicende della Compagnia delle Indie e il ruolo della famiglia Bartolotti che fece fortuna tra Austria, Germania e Olanda
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La famiglia bolognese dietro la fondazione di New York: «I Bartolotti erano ex birrai, con l'aiuto di un Papa e un giro d'affari acquistarono Manhattan»
di Piero Di DomenicoRita Monaldi e Francesco Sorti nel loro ultimo romanzo storico «Unicum Opus» ricostruiscono anche le vicende della Compagnia delle Indie e il ruolo della famiglia Bartolotti che fece fortuna tra Austria, Germania e Olanda
Dietro la fondazione di New York c’è una famiglia di ex birrai bolognesi, i Bartolotti. Nell’anno di «America250», a un quarto di millennio dalla Dichiarazione d’Indipendenza americana, l’Indipendence Day che si festeggia proprio oggi, è quanto si scopre nell’ultimo libro di Monaldi & Sorti, Unicum Opus (Bur Rizzoli).
Due romanzi in uno stesso volume bifronte. Ambientati in epoche diverse, il conclave del 1670 a Roma e la Parigi di inizio Novecento, ma collegati fra loro anche se si possono leggere singolarmente. Con i quali la coppia di autori di romanzi storici composta da Rita Monaldi e Francesco Sorti, moglie e marito, ai quali si è aggiunta la figlia Theodora Maria, che per il futuro ne raccoglierà il testimone, chiude la serie di bestseller avviata 24 anni fa con Imprimatur, che ha visto spesso come protagonista l’abate Atto Melani, castrato, diplomatico e spia del Re Sole.
Chi sono i Bartolotti e perché nel ‘600 li troviamo in Olanda?
«I Bartolotti erano un’antica famiglia bolognese un cui ramo decise di andare a cercare fortuna nei Paesi Bassi dove c’erano tanti commerci e capitali. In modo spregiudicato un’altra parte si trasferì a Bergamo, in Veneto e poi nel cattolicissimo Impero asburgico. Tenendo così i piedi in due scarpe, sia dal punto di vista politico che religioso».
Come spiegate questa divaricazione?
«In Olanda e in Germania commerciano prima in birra, poi si imparentano con una famiglia importante, i van den Heuvel, ed entrano nel grande giro dei finanzieri, del commercio di schiavi, armi e materie prime, nell’aristocrazia economica olandese. Mentre in Austria l’altro ramo accumula titoli nobiliari e fonda una banca di fiducia del papa. L’Europa allora si massacrava con le guerre di religione tra protestanti e cattolici».
Questo doppio binario era però sconosciuto ai più.
«Cercavano di tenere coperta questa ambivalenza. Però oggi, studiando i conti di queste famiglie, si scopre con chi facevano affari e la loro attività segreta, perché gli archivi non sono più nelle loro mani, sono accessibili. Nel caso dei Bartolotti c’è poi un personaggio chiave».
Di chi si tratta?
«Di papa Innocenzo XI, discusso perché molto aggressivo politicamente e accusato di aver agito a vantaggio dei Paesi protestanti. In effetti il libro dei conti della sua famiglia, gli Odescalchi, conferma che era collegato con il ramo protestante dei Bartolotti e che c’era un giro d’affari importante tra il Papa e questi bolognesi ormai calvinisti».
Gli autori del libro: a destra Rita Monaldi e Francesco Sorti. A sinistra la figlia Theodora Maria
Negli anni Venti del Seicento verrà poi fondata la WIC, la Compagnia Occidentale delle Indie.
«È uno snodo fondamentale, perché sarà questa Compagnia a mettere piede a New Amsterdam, nel territorio della futura New York, acquistando Manhattan dagli abitanti autoctoni per una cifra irrisoria. Questo era noto, ma quello che non si sapeva è che gli azionisti di maggioranza della Compagnia erano diventati i Bartolotti, rastrellando i capitali in modo segreto, usando codici cifrati».
I Bartolotti registi dell’acquisizione della futura New York.
«Esatto, proprio negli anni in cui erano in strettissimo rapporto con la famiglia del papa che finanziava chi aveva bisogno di liquidità immediata. Esisteva una rete segreta di imprenditori al massimo livello, a livello transnazionale, famiglie che facevano prestiti a Stati e principi. I Bartolotti finanziarono la casa di Orange in Olanda che poi diventarono reali d’Inghilterra».
Il mercato globalizzato esisteva già.
«Gli strumenti di pagamento erano molto fluidi, le lettere di cambio e bonifici erano utilizzati ovunque. I Bartolotti erano poi tra i più importanti distributori di armamenti nella tremenda lotta tra potenze cattoliche e protestanti».
Che fine hanno fatto i Bartolotti?
«Uno dei palazzi più famosi di Amsterdam è Casa Bartolotti. Ma c’è una Casa Bartolotti anche nel centro di Vienna. I Bartolotti si estinguono all’inizio del ‘700, quando la Compagnia che dominavano ebbe un tracollo. Tanto che New Amsterdam finì nelle mani degli Inglesi e divenne poi New York».
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