Diventare madri è un atto d'amore, anche senza pancia. Un film su chi adotta e su chi spera da vedere assolutamente al cinema
Corriere della Sera - Cultura

Diventare madri è un atto d'amore, anche senza pancia. Un film su chi adotta e su chi spera da vedere assolutamente al cinema

Venerdì 3 luglio 2026
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In «Love Letters» la regista Alice Douard racconta la sua esperienza di madre di una bimba che non ha partorito

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Diventare madri è un atto d'amore, anche senza pancia. Un film su chi adotta e su chi spera da vedere assolutamente al cinema

di Sara D'Ascenzo

In «Love Letters» la regista Alice Douard racconta la sua esperienza di madre di una bimba che non ha partorito

L'attrice Ella Rumpf in una scena di «Love Letters»

«Love Letters» di Alice Douard

Céline (Ella Rumpf) e Nadia (Monia Chokri) sono sposate nella Francia di oggi in cui la legge dà l'opportunità a uno dei due genitori di una coppia omosessuale di adottare il bambino o la bambina che nasce dal matrimonio. Céline dunque si prepara ad adottare la bambina che Nadia sta per partorire. Ma servono quindici testimonianze scritte che fanno di lei una buona madre. L'impresa di cercare le testimonianze dischiude per Céline l'occasione di cominciare a pensarsi madre prima ancora che Nadia lo diventi. Le sue difficoltà e le sue goffaggini nell'accostarsi a un bambino futuro che non sta portando in grembo l'accostano in maniera buffa ai padri, che dell'essere genitori, soprattutto nei primi giorni, provano soprattutto il portato pratico dell'enormità. Céline così si avventura dentro sé stessa e tenta, impresa forse ancora più ardua, di accostarsi alla madre, una pianista famosa con la quale il rapporto non è mai stato facile (Noémie Lvovsky). Con ferma delicatezza la regista esplora i pregiudizi, li scarnifica, li ingoia e poi li risputa come fossero bruscolini al cinema di una volta, con la grazia di chi queste cose le conosce e scegliendo le giuste parole per dirlo. La telecamera insegue Céline nella sua crescita, le si incolla, la pedina con una macchina da presa da film-verità che però non rinuncia alla dimensione narrativa. E l'emozione cresce con la cresciuta della pancia, fin quando la bambina fa di Céline una mamma, anche senza pancia.
Voto: 7,5. Film sulla maternità di chi adotta e di chi spera, con tutte le difficoltà del caso. Ma con grazia e sguardi che restano impressi.

«Separazioni» di Stefano Chiantini

Mara e Pietro (Barbara Bobulova e Adriano Giannini) sono marito e moglie in un piccolo paese su cui sempre si allunga l'ombra di una montagna, monito e richiamo al tempo stesso. Alla figlia hanno trasmesso la loro passione per la montagna e sarà proprio quella passione a portargliela via. Girato in un bianco e nero nordico, con l'immagine che si sfuoca continuamente come se fosse i fotogrammi fossero bagnati da invisibili fiocchi di neve, il film agisce per sottrazione, togliendo sempre di più: all'immagine, alla recitazione, alla storia, per offrire allo spettatore un dolore che è come il taglio di un coltello, con la lama che incide la pelle sequenza dopo sequenza. Più la figlia scompare e si allontana come un fantasma dalle loro vite più la verità diventa una presenza nelle loro esistenze in cui la coppia offre il fianco alle proprie separazioni: entrambi hanno un amante o un'amante, entrambi sembrano essersi lasciati alle spalle l'altro o l'altra. La scrittura è misuratissima e per questo il film si distacca nettamente dalla media dei prodotti italiani, trovando una sua collocazione in quel cinema che non cerca scorciatoie, anzi percorre uno a uno i tornanti dell'assenza, dello sfumare del ricordo, del nulla che divora le vite di due genitori ai quali muore una figlia. E in questa analisi della famiglia che si restringe alla coppia Chiantini trova due attori come Giannini e Bobulova capaci di restituire con sguardi e respiri l'oscenità di un dolore senza nome. 
Voto: 7. Film misurato e proprio per questo emozionante, vive di silenzi e neve, di sguardi che si restringono, di fantasmi che non appaiono. Se non quando è ormai troppo tardi...   

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3 luglio 2026

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