Il triangolo no
Il triangolo no
di Massimo Gramellini | 3 luglio 2026I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Inaugurando un luogo a lui ostile, una biblioteca, Donald Trump ha pronunciato queste solenni e lucide parole: «Vedo i miei due bellissimi figli seduti in prima fila e penso che darò un premio a me stesso e un altro a loro: faremo una cosa a tre... Va bene? Darò loro la medaglia d’onore del Congresso per il loro genio nella caccia. Io invece me ne assegnerò una per avere affrontato la Russia... la Russia... la Russia o qualcosa del genere». In una frase sola è riuscito a vantarsi del suo familismo, a costruire un doppio senso a sfondo erotico che coinvolge i suoi figli e a congratularsi con sé stesso per la coraggiosa campagna contro Putin «o qualcosa del genere», cioè contro l’unico potente della Terra, oltre a Xi Jinping, davanti al quale si è sempre sdraiato con e come un tappeto rosso, anzi arancione.
A questo punto, più che un analista politico servirebbe uno psicanalista, e anche bravo. O forse l’omaccione di Stato sta compiendo un esperimento. Ormai nessuno gli dà più retta, a parte Rutte (e la considero un’aggravante). Dagli ayatollah ai giudici della Corte Suprema, viene preso sistematicamente a ceffoni da tutti, qualunque cosa faccia. Non potendo dunque fare più nulla, si sta divertendo a dire di tutto, soprattutto l’indicibile, in ossequio alla massima del suo intellettuale di riferimento, l’Uomo Ragno, che lui ovviamente ha ribaltato: «Da un grande potere deriva una grande irresponsabilità». O qualcosa del genere.
La battuta imbarazzante di Trump: «Vedo i miei due bellissimi figli seduti lì e penso che potremmo fare una cosa a tre»
3 luglio 2026, 06:44 - modifica il 3 luglio 2026 | 06:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi pubblicatiIl fu Mattia Bazar
Giovedì 2 luglio 2026La velocità del pregiudizio
Mercoledì 1 luglio 2026Il fragile che resiste
Martedì 30 giugno 2026
Un nuovo messaggio dal calcio
Venerdì 3 luglio 2026 di Angelo PanebiancoIl declino americano passa da Hormuz
Giovedì 2 luglio 2026 di Francesco BattistiniGenocidio armeno: quando la memoria diventa strumento di scontro politico
Giovedì 2 luglio 2026 di Massimo GaggiGuadagni per Trump, non per i suoi fan
Giovedì 2 luglio 2026 di Rita QuerzeIl conto corrente personale in difesa delle donne: un disegno di legge per garantirlo
Giovedì 2 luglio 2026 di Sergio HarariMusica e arte antidoti all'AI nelle scuole cinesi
Giovedì 2 luglio 2026 LEGGI TUTTI Una tazzina di parole ogni giorno sul Corriere della Sera."Il caffè è un rito quotidiano, una pausa, un piacere e anche un luogo di incontro in cui si discute, si scherza, ci si sfoga e ci si consola".
Il Caffè, giorno per giorno.