La Sardegna di Jean Dieuzaide
Nel 1956 il fotografo francese è sull'isola per un ampio reportage che restituirà un prezioso spaccato del tempo, ora al centro del volume «Yan 1956» (Allemandi), curato dalla storica della fotografia Elisa Medde
VENERDì 3 LUGLIO
La Sardegna di Jean Dieuzaide
Nel 1956 il fotografo francese è sull'isola per un ampio reportage che restituirà un prezioso spaccato del tempo, ora al centro del volume «Yan 1956» (Allemandi), curato dalla storica della fotografia Elisa Medde
di STEFANO BUCCINel 1956 il fotografo francese Jean Dieuzaide (1921-2003) attraversò la Sardegna per realizzare un ampio reportage destinato all’editore parigino Arthaud. Da quel viaggio sarebbe nata una straordinaria documentazione fotografica che restituisce oggi l’isola nel momento cruciale che precede le profonde trasformazioni economiche e sociali del secondo dopoguerra. Attraverso villaggi, città,siti archeologici,paesaggi costieri e comunità locali, Dieuzaide costruisce un racconto visivo che intreccia ricerca estetica e osservazione etnografica, offrendo uno dei più significativi ritratti della Sardegna degli anni Cinquanta.
Curato dalla storica della fotografia Elisa Medde, il volume Yan 1956 (Allemandi, pp. 230, euro 45) presenta integralmente questo importante corpus di immagini, oggi conservato presso l’Isre (Istituto superiore regionale etnografico) grazie alla collaborazione con gli eredi del fotografo e con l’Archivio Jean Dieuzaide di Tolosa. Oltre a restituire un capitolo fondamentale della storia della fotografia europea, il libro propone una riflessione sul modo in cui la Sardegnaè stata rappresentata, immaginata e raccontatadalla cultura visiva del Novecento, contribuendo a definire l'immaginario contemporaneo del Mediterraneo. Il libro completa il progetto della mostra Yan 1956. Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna, in corso fino al 15 Settembre al Museo della Vita e delle Tradizioni popolari sarde di Nuoro, dedicata appunto al reportage che il fotografo francese realizzò nell’isola a metà degli anni Cinquanta.
Dieuzaide, che agli esordi firmava i propri scatti con lo pseudonimo Yan, è stato tra i maggiori interpreti della fotografia europea del Novecento, noto al grande pubblico anche per il celebre ritratto di Salvador Dalí immerso nelle acque di Cadaqués. Nel suo lungo percorso avrebbe affiancato all’attività di autore quella di animatore culturale, fondando a Tolosa uno spazio espositivo interamente dedicato alla fotografia. La mostra (e il libro) non si occupano però di quel celebre ritratto (balneare) dell’eccentrico artista spagnolo e nemmeno del primo (altrettanto celebre) ritratto ufficiale del generale Charles de Gaulle realizzato da Dieuzaide durante la liberazione di Tolosa, ma dell’itinerario compiuto nel giugno del 1956 in Sardegna,da Sassari a Castelsardo, da Alghero a Bosa, fino alla Gallura, al Campidano e al Sulcis-Iglesient. Un itinerario idealmente iniziato quando Dieuzaide, già considerato uno dei più importanti fotografi francesi del dopoguerra (nel 1955 aveva vinto il Premio Niépce, nel 1961 avrebbe ottenuto il Premio Nadar, nel 1970 sarebbe stato tra i fondatori dei Rencontres d’Arles) aveva attraversato la Francia per poi proseguire nell’Europa meridionale, sviluppando una fotografia umanista attenta alla vita quotidiana e alle trasformazioni sociali, che troverà nella Sardegna e nella sua gente protagonisti eccellenti.
Il reportage attraversa paesaggi, rituali e scene di vita quotidiana della Sardegna di metà Novecento, trasformando il viaggio in un complesso affresco visivo dell’isola. Le fotografie sarebbero confluite l’anno successivo nel volume Sardaigne (1957), curato da Antonio Borio e introdotto da una prefazione di Antonio Segni, allora presidente del Consiglio. La mostra ruota attorno al Fondo Jean Dieuzaide, una delle raccolte di maggior pregio della fototeca dell’Isre, l’Istituto superiore regione etnografico che custodisce complessivamente oltre quarantamila immagini sulla Sardegna del passato e del presente.Accanto al Fondo Dieuzaide, nella mostra e nel libro, quelli di altri sguardi d’autore (da Giuseppe Costa a Wolfgang Suschitzky, da Piero Pirari a Pablo Volta) che hanno contribuito a documentare la vita popolare e il paesaggio umano dell’isola.
Nell'immagine: uno degli scatti di Dieuzaide (Fondo Jean Dieuzaide Archivio Isre)
Nel supplemento #761, disponibile in questa App, Stefano Bucci racconta un'altra isola, Ibiza, che è al centro di uno dei due nuovi volumi della collana «Fashion Eye» di Louis Vuitton.
2 luglio 2026 ( modifica il 2 luglio 2026 | 21:14)
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