Ha l'orecchio assoluto come Mozart e suona 4 strumenti. Storia di Kevin, 13enne di Torino tra genio musicale e disabilità intellettiva
Corriere della Sera - Cultura

Ha l'orecchio assoluto come Mozart e suona 4 strumenti. Storia di Kevin, 13enne di Torino tra genio musicale e disabilità intellettiva

Giovedì 2 luglio 2026
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Kevin Montebello ha una disabilità intellettiva di livello «medio grave», ma anche un rarissimo orecchio assoluto per imparare la musica a memoria, scoperto da una professoressa della Sibilla Aleramo

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Ha l'orecchio assoluto come Mozart e suona 4 strumenti. Storia di Kevin, 13enne di Torino tra genio musicale e disabilità intellettiva

di Lorenzo Nicolao

Kevin Montebello ha una disabilità intellettiva di livello «medio grave», ma anche un rarissimo orecchio assoluto per imparare la musica a memoria, scoperto da una professoressa della Sibilla Aleramo

Grazie al suo orecchio assoluto a 13 anni riesce a suonare il pianoforte, la chitarra, il basso e anche la batteria, la sua preferita. Un talento scoperto a scuola, quello di Kevin Montebello, e che rappresenta un caso su diecimila. Questa capacità di distinguere i suoni apparteneva anche a Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. 

L'orecchio assoluto e le difficoltà

Il ragazzo non poteva così far altro che frequentare l’indirizzo musicale del liceo Cavour di Torino, ma solo dopo alcune intuizioni e un percorso scolastico che ha tenuto conto delle sue capacità, ma anche delle sue condizioni. Una passione viscerale, più forte delle difficoltà: fin da piccolo Kevin convive con una disabilità intellettiva classificata di livello «medio grave». Ha saputo così distinguere di fatto le note ancor prima di imparare a leggere. Il talento non si scopre facilmente. Serve chi lo sappia riconoscere. Alla Scuola Sibilla Aleramo in via Gubbio è stata la professoressa di musica Ester Siciliano a notare quel dono, un talento particolare che non si trovava facilmente, che sarebbe stato poi confermato da altri maestri ed esperti della materia. La mamma Sonia si era preoccupata dopo che l’avevano chiamata dalla scuola. Temeva che fosse accaduto qualcosa di brutto. «All’inizio non sapevo neanche cosa volesse dire questa dote, poi sono rimasta senza parole per l’emozione». 

Il bambino che suona quattro strumenti

Il caso di Kevin è ancora più eccezionale, sembra, perché le percentuali dell’orecchio assoluto diminuiscono ulteriormente tra le persone con disabilità intellettiva. Invece suona quattro strumenti, nonostante all’inizio la mamma stessa temeva non fosse in grado di suonare neanche il flauto dolce. «Guardava gli altri suonare e mi chiese di averne uno. Arrivato a scuola ha invece suonato a memoria una melodia che praticamente non aveva mai sentito prima. La stessa docente di musica era rimasta basita, così mi hanno fatto chiamare».

Nell’ambiente scolastico il 13enne viene visto come un ragazzo socievole e sempre di buon umore. Seguito da vicino, prima dalla professoressa Siciliano e poi dal professor Lino Mei, Kevin ha potuto continuare a coltivare questo dono, suonando i vari strumenti con discreta, e a tratti sorprendente, facilità. In tal senso la mamma ringrazia anche il sistema scolastico e le persone che si sono prodigate nell’accompagnare la crescita del ragazzo. «Non avevamo mai avuto la fortuna di trovare qualcuno che lo capisse davvero».

La collaborazione tra scuola e famiglia

Su questo il genitore ribadisce l’importanza non solo della scuola, ma anche del ruolo educativo dei genitori: «Ho tre figli e anche esperienza da rappresentante di istituto. Mi è capitato di vedere come l’impartizione di programmi e nozioni senza venire incontro ai tempi o alle difficoltà dei ragazzi abbia spesso portato all’abbandono scolastico. Io invece mi sento molto fortunata, perché ho incontrato delle persone d’oro, capaci di accogliere mio figlio ben prima che scoprissero il suo talento. In un mondo come quello in cui viviamo non è cosa da poco. Anche noi genitori - ha ricordato - abbiamo il compito importante di accompagnare i nostri figli nel perseguire le loro passioni. Quello con i docenti è un po’ come un lavoro di squadra, altrimenti Kevin non avrebbe forse superato il test di ingresso al liceo nel modo brillante in cui ha affrontato la prova, suonando anche pezzi musicali classici, di Bach come di Beethoven, tutt’altro che semplici».

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