L'energia travolgente di Marco Castello che trasforma l'acquazzone alle Cascine in una festa improvvisata
Corriere della Sera - Cultura

L'energia travolgente di Marco Castello che trasforma l'acquazzone alle Cascine in una festa improvvisata

Giovedì 2 luglio 2026
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Il concerto del nuovo fenomeno del cantautorato italiano a Firenze sotto l'acqua del primo luglio: Anfiteatro strapieno e centinaia di persone travolte dall'entusiasmo

L'energia travolgente di Marco Castello che trasforma l'acquazzone alle Cascine in una festa improvvisata

02 luglio 2026

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Il concerto del nuovo fenomeno del cantautorato italiano a Firenze sotto l'acqua del primo luglio: Anfiteatro strapieno e centinaia di persone travolte dall'entusiasmo

Edoardo Semmola / CorriereTv

Ribelle con autoironia, rivoluzionario col sorriso, giocherollone trascinatore maledettamente divertente: il giovane talento del cantautorato siciliano rockeggiante e funkeggiante Marco Castello ha improvvisato una festa in musica riuscitissima all’Anfiteatro delle Cascine sotto la pioggia nella sera del primo luglio a Firenze. Un concerto iniziato elettrico, con la band carica a pieni giri, e proseguito acustico a causa del maltempo, capace di trasformare la disavventura della pioggia in un’occasione per sbaragliare le aspettative, le scalette, e mischiare le carte, creando un effetto treno in corsa spassosissimo per i tantissimi ragazzi, giovani e meno giovani, che hanno riempito fino all’orlo l’arena da concerti più amata (e identitaria per la città) dalle estati fiorentine da decenni. Molti altri artisti avrebbero alzato bandiera bianca di fronte al maltempo, ammainando gli strumenti. Ma lui ha insistito, chiedendo continuamente al pubblico se andare avanti o ritirarsi di buon ordine verso le proprie case. E la risposta è stata sempre e continuamente: vai, spingi, ancora e ancora. E il  trentenne siracusano non si è fatto pregare. Firenze scopre così un grande performer pieno di ironia e senso dello spettacolo, un vero animale da palcoscenico intelligente – con una super band, finché il cielo ha retto, ma fortissimo poi anche solo chitarra e voce – e in grado di farsi seguire con entusiasmo come un veterano anche se con solo tre dischi all’attivo. Uno più convincente dell’altro, e ricchi di un’inesauribile energia che veste nel migliore dei modi contenuti seri, duri e arrabbiati all’occorrenza, come la canzone d’autore da sempre sa e deve fare. Tantissime persone, tutti bagnati come pulcini, quasi nessuno ha abbandonato la festa anzitempo: fradici ma felici.

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02 luglio 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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