Estate all'italiana
Corriere della Sera - Cultura

Estate all'italiana

Mercoledì 1 luglio 2026
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Tra canzoni, film, libri e quadri, ecco come il nostro Paese ha saputo importare nel mondo un universo più che una stagione, da cui ha da sempre tratto ispirazione per la sua arte.

GIOVEDì 2 LUGLIO

Estate all'italiana

Tra canzoni, film, libri e quadri, ecco come il nostro Paese ha saputo importare nel mondo un universo più che una stagione, da cui ha da sempre tratto ispirazione per la sua arte.

di SIMONE INNOCENTI

Un universo più che una stagione. Chi fa arte ha messo l’estate al centro di ogni opera. Che sia diventata un tormentone – come accadde nel 1985 con L’estate sta finendo, il brano dei Righeira o come l’immarcescibile Sapore di sale, il brano cantato da Gino Paoli nel 1984 – o una hit del momento – come Serenata di Serena Brancale e Alessandra Amoroso – l’estate è uno di quei temi che l’Italia ha importato nel mondo:basta pensare a quel piccolo capolavoro che è Estate, brano musicale composto dal cantante e pianista italiano Bruno Martino con testo di Bruno Brighetti, pubblicato nel 1960 come lato A del 45 giri Estate/Ed è subito sera, poi reinterpretata da João Gilberto o incisa da jazzisti del calibro di Toots Thielemans e Chet Baker o riarrangiata dal vivo da Michel Petrucciani e Keith Jarrett.

Tanto per restare in tema una pellicola come Il sorpasso, il film diretto da Dino Risi che nel 1962 uscì nelle sale, è un capolavoro della commedia all'italiana apprezzato anche all'estero. Affresco cinematografico tra i più rappresentativi dell'Italia degli anni Sessanta, il film – interpretato da Jean-Louis Trintignant, Vittorio Gassman e Catherine Spaak – è un road movie che si apre in una giornata e in una città ben precise: Ferragosto a Roma.E tutto inizia con l’incontro, fortuito, tra Bruno Cortona (Gassman), trentaseienne vigoroso ed esuberante, amante della guida sportiva e delle belle donne, al volante della sua Lancia Aurelia B24 convertibile che incrocia Roberto Marian (Trintignant), impacciato studente di legge al quarto anno, rimasto in città per preparare gli esami. Sempre un film diretto da Paolo Virzì, in estate, racconta molto bene una certa Italia: si intitola Ferie d'agosto ed è una commedia del 1996 – vincitrice del David di Donatello – ambientata sull'isola laziale di Ventotene, dove due famiglie si ritrovano vicine di casa. Il primo gruppo è formato da Sandro Molino (Silvio Orlando), giornalista e attivista di sinistra, la compagna (Laura Morante) e la di lei figlia (Agnese Claisse) avuta dall'ex marito Mauro (Silvio Vannucci). Nella villetta a fianco il capofamiglia è l'imprenditore Ruggero Mazzalupi (Ennio Fantastichini) con la moglie Luciana (Paola Tiziana Cruciani) e la cognata Marisa (Sabrina Ferilli) col marito Marcello (Piero Natoli).

Anche nel mondo dell’arte l’estate non finisce mai di ispirare chi usa la tavolozza. C’è un celebre dipinto dell’artista toscano Plinio Nomellini (Livorno, 1886 – Firenze, 1943): si intitola Mezzogiorno in giardino, è un olio su tela del 1912 e si trova alla Galleria d’arte moderna a Palazzo Pitti, ed evoca un’atmosfera intima e famigliare. La scena ha luogo in un giardino, in Versilia: una madre e i suoi tre bambini pranzano serenamente seduti ad un tavolo, all’ombra ristoratrice degli alberi. Di diverso spessore le opere di Moses Levy(Tunisi 1885 – Viareggio 1968), pittore amatissimo da Enrico Pea che racconta le estati e le bagnanti con una grazia che stupisce.

Dei libri che parlano dell’estate non c’è che l’imbarazzo della scelta. Un titolo iconico rimane L’isola d’Arturo (Einaudi, 1957) di Elsa Morante ed è la storia di Arturo, il guerresco ragazzo dal nome di una stella che vive in un’isola tra spiagge e scogliere, quasi allo stato brado. La vita per lui è promessa solo di imprese e di libertà assoluta. Un romanzo, questo, che si aggiudicò il premio Strega. In tempi più recenti vale la pena citare un altro titolo: Io non ho paura (Einaudi, 2001) di Niccolò Ammaniti è un romanzo poi trasposto anche al cinema dal regista Gabriele Salvatores. La vicenda si svolge nell’estate 1978 in un piccolo paesino del sud Italia,campi di grano e polverose strade serrate. Il protagonista è il piccolo Michele Amitrano che si ritrova, senza volerlo, a essere testimone oculare di un terribile crimine commesso dalla sua stessa famiglia.

Nell'immagine: Plinio Nomellini, «Mezzogiorno in giardino», 1912, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze 

Su «la Lettura» #761, disponibile in questa App, Gianni Santucci ripercorre le pagine che il «Corriere» ha dedicato all'estate nei suoi primi 150 anni di storia

1 luglio 2026 ( modifica il 1 luglio 2026 | 20:21)

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