La storia dell'Idroscalo di Torino: 100 anni fa il Po diventava una pista di decollo
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La storia dell'Idroscalo di Torino: 100 anni fa il Po diventava una pista di decollo
di Paola StroppianaQuest'anno ricorrono i cento anni di una delle storie più sorprendenti della storia torinese del Novecento. A ricordarla, tra il Ponte Umberto I e il Ponte Isabella, rimane una lapide commemorativa posta lungo il margine destro del Po, collocata nel punto in cui sorgeva l'Idroscalo di Torino. Da qui, il 1° aprile 1926, decollarono gli idrovolanti del collegamento Torino -Trieste, la prima linea aerea civile regolare italiana per il trasporto di passeggeri. Per alcuni anni il grande fiume divenne una vera pista di decollo e la città uno dei centri della nascente aviazione commerciale nazionale.
L'iniziativa nacque dalla Società Italiana Servizi Aerei (SISA), fondata a Trieste dai fratelli Cosulich. Dopo il successo dei collegamenti sperimentali tra Venezia e Trieste, la compagnia ottenne l'autorizzazione a estendere il servizio fino a Torino: era la prima rete italiana di idroscali civili, con infrastrutture analoghe a Pavia, Venezia, Trieste e, successivamente, Zara.
La costruzione dell'Idroscalo di Torino avvenne nel 1926, su progetto di Giuseppe Pogatschnig - architetto e e fotografo istriano, morto a Mauthasen nel 1945, che lavorò anche quella di Pavia.
Il complesso era costituito da un hangar in legno sostenuto da piloni in cemento armato direttamente sul greto del fiume: l’effetto era quella di un’elegante palafitta sul Po. Attraverso una serie di scivoli gli idrovolanti potevano essere trainati fuori dall'acqua per le operazioni di manutenzione e ricovero; una passerella collegava la struttura alla riva.
La cerimonia inaugurale della nuova linea si svolse il 1° aprile 1926 a Pavia, sul Ticino. Due idrovolanti partirono contemporaneamente da Torino e due da Portorose, presso Trieste, per incontrarsi nella città lombarda alla presenza delle autorità e di Benito Mussolini, giunto appositamente da Roma. A bordo del velivolo proveniente da Torino viaggiava anche il generale Alberto Bonzani, sottosegretario all'Aeronautica.
I protagonisti del collegamento erano i CANT-10, eleganti idrovolanti biplani monomotore costruiti nei cantieri aeronautici e navali triestini di Monfalcone. Potevano ospitare sei persone e seguivano una rotta di 574 chilometri che attraversava la Pianura Padana lungo il corso del Po, con scali a Pavia e a Venezia prima di raggiungere Trieste. In condizioni normali il viaggio durava circa cinque ore.
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16 GIUGNO 2026 | 11:57
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